La sede di Rozzano (Milano) di Tim (Foto ANSA)

Tim, addio alla rete. Lunedì la firma con Kkr

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Più step per la chiusura definitiva dell’operazione per la nascita di Netco, fissata per il primo luglio

Conto alla rovescia per la nascita di Fibercop e per la nuova era di Tim. Il primo luglio, a Milano, davanti al notaio Carlo Marchetti, il gruppo guidato da Pietro Labriola e il fondo americano Kkr firmeranno la nascita della società della Rete.
Un “appuntamento storico” – come lo hanno definito gli analisti – che chiude un capitolo di cui si parla da oltre 20 anni.

Operazione in due fasi

Diversi gli step per arrivare alla nascita ufficiale di Netco. Si inizia, ricorda Ansa, con il perfezionamento dell’operazione tra Tim e Kkr. Dopo il conferimento degli asset (la rete di accesso fisso, la rete di trasporto nazionale e regionale, i ponti radio, le infrastrutture passive, gli impianti di commutazione, gli impianti tecnologici) a Fibercop, Kkr, che oggi ne controlla il 37,5% acquisterà attraverso un veicolo appositamente creato, Optics Bidco, le quote di Fastweb (4,5%) e di Tim (58%).

Il secondo appuntamento di giornata sarà l’assemblea di FiberCop per la nomina del nuovo consiglio.
La composizione vede Massimo Sarmi confermato presidente; Luigi Ferraris, che ha lasciato il testimone in Fs a Stefano Donnarumma, dovrebbe essere cooptato come amministratore delegato ed Elisabetta Romano dovrebbe assumere il ruolo di chief technology officer.

Gli altri azionisti

Sulla partita Kkr non si è mossa da sola: ad affiancarla nell’operazione altri azionisti, a partire dal ministero dell’Economica e dal fondo italiano F2i, mentre dall’estero sono arrivati il Canada Pension Plan e la Abu Dhabi Investment Authority.

Il futuro di Tim

Con l’operazione, Tim ridurrà fortemente il proprio indebitamento finanziario. Nei prossimi anni la telco punterà sullo sviluppo di tre business diversi: quello consumer, ovvero i servizi per famiglie e Pmi, Tim Enterprise, che si occupa delle grandi aziende e della pubblica amministrazione, e il Brasile.
Con la possibilità che nell’area enterprise il gruppo possa puntare anche ad acquisizioni, come lasciato intendere qualche giorno fa anche dallo stesso ad, Labriola.