Assunzione per amici e parenti di politici: Rai nella polemica

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Un articolo di Rapubblica accende un faro su alcuni nuovi ingressi approdati in Rai tramite Adecco, aggirando liste con precari. Tra loro anche un dj legato a Casa Pound.
Viale Mazzini attiva un audit

Amici e parenti dei politici, compreso un dj di Casa Pound. Si accende la polemica, politica e non solo, su un giro di assunzioni a Viale Mazzini. A scatenarla un articolo pubblicato su Repubblica.it.

Le assunzioni contestate

Il quotidiano si riferisce a “una piccola infornata di programmisti multimediali contestata dai sindacati della Rai perchè fatta aggirando le rivendicazioni del personale della tv di Stato, la stabilizzazione dei precari e le liste di disoccupazione; utilizzando come tramite una selezione curata dalla società di intermediazione Adecco”.
Tra gli assunti c’è Matteo Tarquini, figlio di Giovanni, amico di vecchia data dell’ad, Roberto Sergio. Tarquini è stato beneficiato di un inquadramento di livello 1, in pratica un funzionario.
Altro nome citato quello di Ferdinando Colloca, in arte ‘Mr Ferdy il Guru’, body painter e dj, mandato alla direzione intrattenimento day time, ai programmi tv, nonostante la selezione fosse per la radio.
“Colloca, ricorda Repubblica, è stato esponente di Casapound ad Ostia, candidato alle regionali, legato per motivi di affari alla famiglia Spada ed è anche fratello di un esponente di Fratelli d’Italia e poi Lega, Salvatore, che è programmista regista in Rai; e di Gaetano, anche lui dipendente Rai nell’area digital”.

Audit in Rai

Intanto la Rai, “a seguito dell’articolo sulle assunzioni pubblicato su Repubblica.it”, ha comunicato di aver attivanto “un audit a tutela dell’azienda e della figura dell’ad”.

UsigRai: chiarezza sulle chiamate dirette in Rai

Chiarezza sulle chiamate dirette in Rai. E’ la richiesta avanzata dall’UsigRai dopo la denuncia delle Rsu sulle nuove assunzioni e puntando il dito su una modifica del codice anti corruzione Rai che avrebbe favorito gli ingressi.
“L’Usigrai da mesi chiede a gran voce una selezione pubblica per giornalisti per sostituire le numerose uscite per pensionamenti, un esodo mascherato che il vertice Rai sembra non voler vedere. Oggi la denuncia della Rsu della radiofonia sulle ultime assunzioni di programmisti multimediali getta un’ombra inquietante. Assunzioni avvenute grazie una modifica del codice anti corruzione Rai, avvenuta senza alcun confronto sindacale, e fortemente contestata da Usigrai. 
Se qualcuno al 7° piano di viale Mazzini pensa di utilizzare lo stesso metodo per chiamate dirette anche in ambito giornalistico, sappia che troverà la granitica opposizione dell’Usigrai”, ha chiosato il sindacato.

Di Trapani (Fnsi): si torna ai metodi della vecchia politica

Tra le prime voci di protesta, quella di Vittorio di Trapani, presidente Fnsi e a lungo segretario generale dell’UsigRai. “Dopo anni di concorsi, selezioni pubbliche e stabilizzazioni dei precari in Rai si torna a metodi della vecchia politica: assunzioni per amici e parenti”, ha scritto su X. Indicando “il trucco” in una “modifica al piano anticorruzione che infatti l’Usigrai contestò”.

Protesta politica

Immediata si è scatenata la politica. “Hanno trasformato la Rai di viale Mazzini prima in Telemeloni e poi in un suq”, ha commentato Sandro Ruotolo, europarlamentare e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd.
“Avendo il controllo di tutto avrebbero aggirato le liste dei precari, secondo i sindacati, assumendo gli amici dei manager e i parenti dei politici”, invocando una “riforma della governance” e applicando il Media freedom act.
“Quali sono i criteri per le assunzioni? Quali le competenze dei neoassunti? Perché non sono state rispettate le graduatorie e perché non sono stati indetti regolari concorsi?”, ha chiesto Maria Elena Boschi di Italia Viva e vicepresidente della Commissione di Vigilanza, definendo la notizia “di inaudita gravità”.