FiberCop ridisegna i vertici: Sarmi presidente e Ferraris ad

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Cambiano i vertici di FiberCop. La società, cui Tim ha conferito il ramo d’azienda che comprende l’infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale per procedere alla chiusura dell’accordo con Kkr, ha nominato Massimo Sarmi presidente e Luigi Ferraris amministratore delegato.

Chi sono Sarmi e Ferrarsi

Già presente in come chairman in FiberCop dal novembre 2020, Sarmi, ricorda la società, nel nuovo assetto assume la carica di presidente.
Il manager ha lavorato nel settore delle tlc a partire dal 1976, ricoprendo posizioni di vertice in molte aziende strategiche italiane. Ha lavorato in Telecom Italia dal 1986 al 2000, ricoprendo anche il ruolo di primo direttore generale di Tim, quando la divisione radiomobile è stata scorporata da Telecom Italia, diventando successivamente direttore generale di Telecom Italia.
Tra gli altri incarichi, Sarmi è stato anche amministratore delegato e direttore generale di Siemens Italia e ad e dg del Gruppo Poste Italiane.

Ferraris entra in FiberCop da Ferrovie dello Stato Italiane, dove ha ricoperto il ruolo di ceo dal 2021 al 2024. In precedenza, è stato ceo e dg di Terna e, prima ancora, chief financial officer del Gruppo Poste Italiane, dove ha guidato il processo di privatizzazione della società e la sua quotazione.
In precedenza, Ferraris è stato chief financial officer del Gruppo Enel e presidente di Enel Green Power, dove ha supervisionato il processo di quotazione della società.
Per quanto riguarda le altre società quotate del Gruppo Enel, Ferraris è stato membro del Consiglio di Amministrazione della controllata spagnola Endesa S.A. e della controllata cilena Enersis, dove era a capo della divisione America Latina.
Ha iniziato la sua carriera in PriceWaterhouseCoopers, per poi ricoprire diverse posizioni manageriali in importanti aziende italiane e internazionali, come Agusta, Piaggio VE, Sasib Beverage, Elsag Bailey Process Automation ed Elsacom (entrambe controllate del Gruppo Finmeccanica).

Come cambia l’assetto di FiberCop

In seguito all’accordo tra Tim e Kkr, per FiberCop, ricordiamo, è cambiato anche l’assetto azionario. Il fondo americano, che a monte dell’operazione deteneva una quota del 37,5% ha rilevato anche le quote detenute dalla stessa Tim (58%) e di Fastweb (4,5%).
La società ora “è interamente controllata da un gruppo di investitori guidato da KKR e comprendente il Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo italiano, una società interamente controllata da Abu Dhabi Investment Authority, CPP Investments ed il fondo infrastrutturale F2i Sgr”.