Rai, 6 giorni di sospensione a Bortone per il caso Scurati

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Sei giorni di sospensione a Serena Bortone. E’ la sanzione comminata dalla Rai nei confronti della conduttrice a seguito del procedimento disciplinare aperto per il caso che, a fine aprile, ha coinvolto lo scrittore Antonio Scurati.

Il caso

Bortone era stata sottoposta a procedimento disciplinare per aver denunciato sui social la mancata messa in onda del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile, previsto inizialmente nel programma ‘Chesarà…’. La vicenda aveva provocato le vivaci proteste dell’opposizione e dei sindacati.
E nelle settimane successive, alla Festa del Foglio, l’amministratore delegato Roberto Sergio aveva affermato che a suo parere la giornalista avrebbe meritato il licenziamento: “a nessun dipendente di nessuna azienda sarebbe consentito di dire cose contro l’azienda in cui lavora”. Poi aveva negato qualsiasi censura, spiegando che aveva mandato “un WhatsApp a Bortone” con il quale la invitava “a mandare in onda il monologo” e che lo scrittore aveva scelto di non andare solo perché “non veniva pagato”.

Bortone impugna la decisione

Secondo l’agenzia Ansa, Borttone avrebbe deciso di impugnare il provvedimento di sospensione.
Il legale della giornalista, che ha fornito le proprie controdeduzioni nel corso del procedimento disciplinare, ritiene, però, che non sussistano i presupposti per la sanzione.

Parlando nel corso di una conferenza stampa alla Stampa Estera lo scorso 6 maggio, la giornalista aveva spiegato di non aver ricevuto ancora una spiegazione plausibile del perché fosse stato annullato il contratto dello scrittore. Poi al Salone del Libro di Torino, il 9 maggio, aveva sottolineato di essere serena perché aveva detto solo la verità.

La prossima stagione tv

In attesa della presentazione ufficiale della prossima stagione tv, da Napoli il 19 luglio, sulla figura di Bortone si sono rincorse diverse voci che ne vedevano il ruolo ridimensionato in Rai, se non addirittura un futuro lontano da Viale Mazzini. Voci che non erano state certo placate dal suo saluto al pubblico durante l’ultima puntata della trasmissione ‘Che sarà’.
Stando alle anticipazioni circolate dopo la presentazione in Cda, Bertone in autunno dovrebbe condurre un programma con focus sulla cultura, sempre su Rai3, il sabato dalle 20.15.

UsigRai: sanzione inaccettabile. E’ ritorsione

“Sanzione inaccettabile”. Cosiì l’UsigRai ha commentato la decisione Rai sulla conduttrice. “Su Serena Bortone si sta consumando la ritorsione di chi è più preoccupato di fargliela pagare che di capire cosa è veramente successo nella vicenda del contratto negato per il monologo in tv di Antonio Scurati”, ha scritto il sindacato in una nota.
“Si scarica su una collega competente ed equilibrata, interna Rai, il malfunzionamento e l’assenza di una catena di comando aziendale che non viene toccata da una vicenda che matura proprio in quegli uffici, tanto da uscire nei giorni seguenti con diverse versioni.
Il repentino cambiamento delle dichiarazioni della Presidente Soldi e l’Ad Sergio che evoca pubblicamente il licenziamento di Serena Bortone, sono il sintomo più chiaro di quale clima si respiri oggi in Rai”.

“L’Usigrai difenderà in ogni sede la legittimità etica e professionale dell’operato di Serena Bortone e di tutte le dipendenti e i dipendenti messi nel mirino di questi vertici che, anche a fine mandato, dovrebbero invece fornire spiegazioni sul loro operato e su quello delle strutture di cui hanno la responsabilità”.

Pd: brutta pagina

Sulla sospensione di Bortone si sono espressi i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza. “Una brutta pagina per la Rai, una brutta pagina per il servizio pubblico che sanziona una sua professionista per aver contestato un’ingiusta imposizione”, hanno scritto in una nota, anticipando l’intenzione di porttare nuovamente il caso proprio in bicamerale.
“Chi dovrebbe essere sanzionato per aver messo il bavaglio a una voce libera agisce ancora liberamente e indisturbato nella definizione delle scalette dei programmi e lo fa con una visione di parte per allisciare il pelo a governo e maggioranza”.
“Questa è TeleMeloni, questa è la televisione di regime che non ha più niente a che fare con il servizio pubblico: sanzionano voci libere, premiano gli amichetti”, hanno concluso.