Crolla la domanda di gas in Europa, ma chi pagherà le spese di gestione delle reti? 

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Un nuovo studio del Regulatory Assistance Project e della professoressa Claudia Kemfert, pubblicato sulla rivista specializzata One Earth, analizza l’impatto del calo della domanda di gas sui consumatori finali e sulla gestione della rete del gas.  La domanda di gas in Europa dovrebbe diminuire fino al 70% tra oggi e il 2050. Questo calo della domanda comporta una grande sfida per la gestione delle reti del gas: In Europa, ci sono oggi oltre 130.000 chilometri di gasdotti di trasporto, una distanza pari a più di tre volte la circonferenza della Terra. A livello di distribuzione locale ci sono altri 1.800.000 chilometri di gasdotti.

Se sempre meno persone utilizzeranno il gas, i costi di gestione dell’infrastruttura saranno pagati da un numero sempre minore di clienti, e le tariffe potrebbe andare fuori controllo. Le tariffe di rete nel Regno Unito potrebbero aumentare di 10 volte entro 20 anni, in Austria potrebbero quadruplicare entro il 2040 in base agli scenari di decarbonizzazione, mentre le proiezioni per la Germania e la Francia indicano un aumento rispettivamente di cinque e tre volte. Per evitare che ciò accada e che gli ultimi clienti debbano pagare miliardi di stranded asset, la ricerca sottolinea che la regolamentazione della rete del gas dovrebbe essere adeguata fin da ora e suggerisce 5 steps per gestire un processo di dismissione ordinata.

Secondo Jan Rosenow, Direttore dei Programmi europei, RAP (Regulatory Assistance Project), “stiamo entrando in una crisi esistenziale per la rete del gas. Sappiamo che la domanda di gas diminuirà, eppure continuiamo come se nulla fosse cambiato. I responsabili politici e le autorità di regolamentazione devono affrontare la questione e garantire un ordinato smantellamento della rete del gas, quando questa non è più necessaria. Non succederà da un giorno all’altro, ma dobbiamo iniziare subito”. Per Claudia Kemfert, capo del dipartimento Energia, Trasporti, Ambiente presso l’Istituto tedesco di ricerca economica (DIW Berlin) e docente di Economia dell’energia e Politica energetica presso l’Università Leuphana, “per raggiungere l’obiettivo climatico, dobbiamo eliminare completamente il gas entro due decenni. Quanto prima riusciremo a ridurre l’uso del gas, tanto più rafforzeremo la sicurezza degli approvvigionamenti, soprattutto in tempi di tensioni geopolitiche. Ci rendiamo meno dipendenti e quindi meno vulnerabili, anche ai picchi di prezzo del gas. Ciò significa abbandonare il sistema di riscaldamento a gas per passare alle pompe di calore o alla fornitura di calore comunale. L’abbandono graduale del gas deve iniziare oggi, altrimenti sarà molto costoso per i clienti del gas rimasti. Le reti del gas devono essere spente gradualmente. Più aspettiamo, più sarà costoso”.