Gennaro Sangiuliano testimonial della cultura della destra meloniana

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Le contestazioni sono state tagliate dalla serata trasmessa ieri sera dalla Rai

Se ci fosse una strategia per voler dimostrare l’inadeguatezza del governo di destra rispetto alla cultura, all’audiovisivo e al rispetto della realtà nell’informazione, il ministro Gennaro Sangiuliano ne sarebbe il perfetto protagonista.
Fanno ridere le sue citazioni pasticciate, un po’ pena i suoi vittimismi sul suo periodo da giornalista in Rai. Sono invece preoccupanti la sua gestione incapace dimostrata verso il sistema cinematografico e le censure di regime per dare lustro alla sua immagine, come è successo con la cancellazione dei fischi al suo apparire sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina e durante il discorso in cui citava l’importanza di rifarsi ai valori del passato, fischi trasformati in forti applausi nella registrazione che è andata in onda su Raiuno.

Per fortuna che esiste un sistema informativo alternativo garantito da web company, come gli editori di Fanpage, e dai cittadini che con i loro smartphone sono diventati i testimoni della realtà.

Se è vero quello che dice la Rai, che il video è stato fornito dall’Associazione Taormina Book Festival, ci si chiede come l’evento possa essere arrivato alla dodicesima edizione (sarebbe da dove arrivano i cospicui finanziamenti ricevuti dagli ideatori).

Ogni anno, Taobuk che si presenta come “Il Festival del libero pensiero” sceglie un tema intorno a cui sviluppare incontri con scrittori, artisti, filosofi e scienziati, giornalisti.
Quest’anno il tema era quello dell’identità, e domenica 23 si è deciso di organizzare un incontro con il ministro Sangiuliano su ‘Identità italiana, identità culturale’.
Gli organizzatori del Festival, che vanta il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri, della Direzione generale dello spettacolo, Mic, del Ministero del Turismo, non devono essersi resi conto di come il ministro Sangiuliano espressione dell’ansia con cui la destra porta avanti la costruzione di un nuovo immaginario italiano, raccontando di una sinistra prevaricatrice che va emarginata e sconfitta, potesse non piacere a il target dei frequentatori del Festival attirato da un cartellone di eventi all’insegna del progressismo e dell’apertura democratica.