Chiara Ferragni (foto Ansa)

Pandoro gate, Ferragni rinuncia al ricorso al Tar. E chiude con Antitrust sulle uova di Pasqua

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Chiara Ferragni chiude il capitolo delle indagini sull sue attività benefiche, tra pandoro e uova di Pasqua. Come riporta il sito del quotidiano Il Messaggero, i legali dell’imprenditrice digitale hanno depositato al Tar del Lazio la rinuncia al ricorso contro l’Antitrust sul caso del Pandoro ‘Pink Christmas’.
L’influencer rinuncerebbe quindi a chiedere l’annullamento delle sanzioni da un milione di euro comminate alle sue due società, Fenice e Tbs Crew, per l’iniziativa lanciata con Balocco nel 2022.

La decisione di Ferragni, che chiude il cosiddetto Pandoro Gate, va a legarsi anche con la chiusura dell’altro caso che la riguarda, quello delle uova di Pasqua, e si dovrebbe inserire, scrive Ansa, nel quadro di un’intesa informale raggiunta con l’Antrust.

Il caso uova di Pasqua

In una nota, l’authority ha infatti comunicato la chiusura dell’ istruttoria sulle uova pasquali, con le società di Chiara Ferragni che verseranno 1,2 milioni di euro all’impresa sociale ‘I Bambini delle Fate’.
“Tutte le società parti del procedimento hanno presentato impegni che sono stati valutati positivamente e resi vincolanti nei loro confronti dall’Antitrust”, si legge nella nota.
“L’impegno più rilevante prevede che siano devoluti a “I Bambini delle Fate”, nell’arco di tre esercizi finanziari, almeno 1,3 milioni (ovvero il 5% dei rispettivi utili distribuibili, con un minimo complessivo di 1,2 milioni per il triennio”. Anche da Cerealitalia, società produttrice del dolce e titolare del marchio “Dolci Preziosi” arriveranno 100mila euro a “I Bambini delle Fate”.

L’istruttoria, ricorda l’Antitrust, era stata avviata nei confronti delle società riconducibili all’influencer (Fenice, Tbs Crew e Sisterhood) e di Cerealitalia, lo scorso gennaio, “sulla diffusione delle comunicazioni commerciali con cui sono state pubblicizzate le uova” (…).
“Tramite l’istruttoria, l’Autorità intendeva verificare se le informazioni potessero indurre i consumatori a ritenere che, acquistando le uova “griffate Ferragni”, avrebbero contribuito a sostenere economicamente l’impresa sociale “I Bambini delle Fate”.

Separazione tra attività commerciali e benefiche

“Oltre agli impegni di devoluzione finanziaria, si puntualizza poi, le società si sono inoltre impegnate a separare in modo netto e permanente le attività con finalità commerciali (promozione e vendita di prodotti e/o servizi) da quelle con finalità benefiche, in modo da eliminare alla base ogni rischio di diffondere comunicazioni commerciali non corrette sull’eventuale contributo che i consumatori possono fornire a iniziative benefiche tramite l’acquisto di prodotti o servizi”.
“L’Autorità verificherà la piena e corretta attuazione degli impegni da parte delle società, e in caso di inottemperanza, oltre a riaprire il procedimento, potrà applicare una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000.000 euro nonché, qualora l’inottemperanza sia reiterata, disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”.

Ferragni puntualizza: per uova donazione

Anche le società di Ferragni hanno commentato con una nota la chiusura dell’isturttoria. “A seguito dell’iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che aveva avviato il procedimento sul caso “uova di Pasqua / Chiara Ferragni”, le società TBS Crew Srl e Fenice Srl comunicano che esso è stato chiuso dall’Autorità accettando gli impegni proposti dalle Società e dalle altre parti del procedimento, in quanto ritenuti idonei a garantire la tutela dei consumatori”, si legge nel testo ripreso dalle agenzie.

Le due società hanno spiegato che “in riferimento all’attività di comunicazione relativa a iniziative benefiche, le Società hanno deciso di separare nettamente le attività commerciali da quelle benefiche, impegnandosi ad astenersi dallo svolgimento di operazioni in cui attività commerciali siano connesse ad attività benefiche e, con specifico riferimento a quest’ultime, a darne illustrazione in apposita sezione dei rispettivi siti web di prossima creazione”

“Come segno concreto di impulso ed incentivo ad attività benefiche, le Società parti del procedimento hanno assunto impegni economici, consistenti in versamenti in favore dell’impresa sociale “I Bambini delle Fate”, pari, per tre anni, al 5% dei rispettivi utili distribuibili, con un minimo complessivo di 1.200.000 euro per il triennio – hanno sottolineato Tbs Crew e Fenice-. Inoltre, la presentazione e formulazione degli impegni è stata vista come occasione sia per un’evoluzione interna alle aziende sia per individuare un “modello di comportamento” che possa fungere da benchmark per l’intero settore dell’influencer marketing”. “Infine, le società si sono impegnate all’adozione di un’autoregolamentazione interna relativa alle attività di comunicazione e marketing, anche ispirata alle più recenti best practice in materia, munita di presidi che ne garantiscano l’enforcement e accompagnata dall’organizzazione di training periodici a beneficio dei dipendenti”.