Al Gore a Roma, insieme a mille attivisti di Climate Reality

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L’ex vicepresidente degli Stati Uniti e attivista climatico in Italia per rilanciare con una tre giorni di formazione la sua organizzazione. E avverte il governo italiano: “Follia investire altre risorse pubbliche per il gas”

Albert Arnold Gore Jr., con Bill Clinton vicepresidente degli Stati Uniti dal 1993 al 2001, premio Nobel per la Pace insieme all’IPCC nel 2007, non ha certo bisogno di presentazioni. E non c’è nemmeno necessità di ricordare quanto forte e sentito sia il suo impegno per la salvezza del Pianeta, a cominciare dal contrasto al cambiamento climatico. Per questa causa combatte da anni con la parola, con l’esempio, ma anche come fondatore e leader della ONG The Climate Reality Project, presente in 192 paesi, e impegnata a formare e informare – numeri e dati alla mano – cittadini e attivisti impegnati in questa fondamentale battaglia, sui media come in tutti i contesti sociali. Climate Reality conta a livello globale 50mila “leader” (diciamo dirigenti) e 3,5 milioni di aderenti. A Roma, in una immensa sala della “Nuvola” di Massimiliano Fuksas all’Eur, per tre giorni sono stati però almeno in mille – tantissimi giovani – a partecipare a una tre giorni di formazione e informazione. All’assise era presente ovviamente Al Gore, ma c’erano anche la CEO della ong, la statunitense Phyllis Cuttino, e la numero uno della “filiale” italiana, Paola Fiore. E hanno partecipato tanti esperti e personaggi famosi: dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri al Commissario uscente al Clima Wopke Hoekstra, dal vicepresidente dell’Unione Mediterranea Grammenos Mastrojeni ai sindaci di Atene, Haris Doukas, e di Bologna, Matteo Lepore.

“Molte persone non ne sono consapevoli, ma l’Europa è ora il continente che si riscalda più velocemente al mondo e dovrà affrontare precipitazioni sempre più devastanti, inondazioni, frane, ondate di calore, siccità, incendi, tempeste più forti e altro ancora”, ha detto Gore dalla tribuna, nel corso di una “lezione” durata oltre due ore, ma molto brillante. Secondo Gore, “la buona notizia è che sappiamo cosa fare e abbiamo gli strumenti necessari per farlo: le energie rinnovabili sono ora più economiche rispetto ai combustibili fossili in molte parti del mondo, l’efficienza energetica sta migliorando e le tecnologie pulite stanno avanzando rapidamente. Gli investimenti in soluzioni climatiche non sono solo buoni per il pianeta, sono anche buoni per l’economia. Possono creare milioni di nuovi posti di lavoro, migliorare la salute pubblica e aumentare la sicurezza energetica”.

Il problema, ha detto Gore, è che “ogni frazione di grado centigrado conta; ogni anno, mese e giorno conta”. E molti governi mondiali, e molte grandi corporation del mondo dei combustibili fossili continuano a ostacolare il progresso della transizione ecologica, attraverso “campagne di disinformazione”, ma anche attraverso i sussidi alle fonti fossili. Parlando esplicitamente dell’Italia, l’ex vicepresidente Usa ha spiegato che “l’anno scorso l’eolico e il fotovoltaico hanno contribuito a più di un quinto di tutta l’elettricità italiana, ma quasi la metà dell’elettricità nazionale proviene ancora dal gas metano, e incredibilmente l’Italia sta utilizzando denaro pubblico per costruire nuove infrastrutture per i combustibili fossili. Tra il 2020 e il 2022, ha dato quindici volte più soldi ai combustibili fossili che alle rinnovabili”.

Nel mirino delle critiche di Gore c’è l’Italia nel suo complesso, ma soprattutto l’Eni, che “ha ricevuto finanziamenti per oltre 65 miliardi di dollari negli ultimi sei-sette anni, e sta pianificando di espandere enormemente lo sviluppo dei fossili”. Insomma, afferma, “costruire nuove infrastrutture gas in Italia e in Ue è una follia”. Parole severe, che alcune centinaia di attivisti di Climate Reality hanno deciso di interpretare partecipando a una pacifica manifestazione di protesta fuori dalla sede di Eni, poco distante dal Centro Congressi.

Tra gli interventi, Wopke Hoekstra, Commissario Europeo per l’Azione Climatica, ha ricordato come sia “fondamentale intraprendere azioni per il clima, per la nostra sicurezza, il nostro pianeta e la nostra economia. Il nostro impegno condiviso e la collaborazione plasmeranno il futuro dell’advocacy climatica, fornendoci la conoscenza, le competenze e la comunità necessarie per guidare cambiamenti significativi. L’importanza di un’azione climatica collettiva e globale non può essere sopravvalutata; è attraverso i nostri sforzi uniti che possiamo costruire un futuro sostenibile ed equo. Insieme, tracceremo un percorso verso un mondo più verde e più resiliente, in cui i paesi lavorano efficacemente insieme per portare avanti il progresso nell’azione climatica.”

Phyllis Cuttino, presidente e CEO di The Climate Reality Project, ha affermato che dalla fondazione nel 2006 i “Climate Reality Leaders dell’associazione hanno lavorato per educare e ispirare le persone ad agire sulla crisi climatica, supportando progetti di transizione energetica locale, evidenziando il supporto finanziario che le istituzioni europee danno ai giganti dei combustibili fossili, e smascherando le tattiche di greenwashing dell’industria. Ci siamo opposti a progetti dannosi di petrolio e gas, e abbiamo spinto i politici a sviluppare e implementare politiche più favorevoli al clima come il Green New Deal”. In Italia l’associazione è guidata da Paola Fiore, particolarmente lieta del successo dell’evento a Roma: “vogliamo chiedere all’Italia, insieme a tutti gli altri paesi del G20, di porre fine ai sussidi ai combustibili fossili e di espandere rapidamente le energie rinnovabili, così da poter generare l’elettricità di cui abbiamo bisogno qui a casa nostra. Significa spingere Eni a smettere di espandere la produzione di combustibili fossili, in un momento in cui gli scienziati del clima sono chiari che qualsiasi nuovo impianto di petrolio e gas minaccia la nostra capacità di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5 gradi. La maggioranza della popolazione italiana sostiene già fortemente l’azione per il clima, e i nostri Climate Reality Leaders si impegnano a trasformare questo supporto in una domanda popolare schiacciante per politiche che riducano rapidamente le emissioni e favoriscano la transizione verso l’energia pulita”.