Satya Nadella (Foto Ansa)

Microsoft lascia il board di OpenAi per le pressioni antitrust

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Ufficialmente c’è “fiducia” nel lavoro del board, ma dietro alla rinuncia ci sia l’auspicio di allentare le pressioni delle autorità. Intanto anche Apple lascia il suo ruolo da “osservatore”

Dopo poco più di sei mesi, Microsoft lascia il posto da osservatore che aveva ottenuto nel cda di OpenAI. L’ingresso di un rappresentate di RedMond nel board della società creatrice di ChatGpt – di cui è prima finanziatrice con investimenti da 13 miliardi di dollari – era avvenuto alla fine dello scorso anno, quando nel giro di pochi giorni i vertici di OpenAI erano stati letteralment terremotati, con il licenziamento e il repentino reintegro del ceo Sam Altman.

La posizione dava la possibilità a Microsoft di partecipare alle riunioni del consiglio di amministrazione e accedere a informazioni riservate, ma senza diritti di voto su questioni come l’elezione o la scelta degli amministratori.

Fiducia di Microsoft nel board

redazSecondo quanto riporta Reuters, in una lettera Microsoft ha spiegato l’uscita come segni della fiducia che la società nutre nel lavoro del board. “Negli ultimi otto mesi abbiamo assistito a progressi significativi da parte del nuovo consiglio di amministrazione e siamo fiduciosi nella direzione dell’azienda”.
“Alla luce di tutto ciò, è la conclusione del testo firmato dal viceconsigliere generale di Microsoft Keith Dolliver, non crediamo più che il nostro ruolo limitato di osservatore sia necessario”.

Pressioni delle autorità

Una motivazione ufficiale, dietro la quale però gli esperti, vedono il tentativo – appunto – di allentare le pressioni e limitare i dubbi delle autorità sull’effettiva influenza che Microsoft ha su OpenAI. Soprattutto da parte di inglesi e americani.

Esce anche Apple

Oltre a Microsoft, anche Apple ha rinunciato allo stesso ruolo di osservatore nel Cda. Solo la scorsa settimana, l’ingresso era stato descritto da Bloomberg come parte dell’accordo che porterà ChatGpt sugli iPhone.