Ue, la ceo di X ‘festeggia’ le dimissioni di Breton: bel giorno per la libertà di parola

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“È una bella giornata per la libertà di parola”. Con un commento sintetico, ma molto diretto, Linda Yaccarino, ceo di X, ha salutato l’uscita di scena di Thierry Breton, ex commissario al Mercato unico e alla Politica industriale dell’Ue.

Le tensioni con le big tech

Nel corso del suo mandato Breton si è spesso distinto nel mostrare i denti alle grandi potenze come Stati Uniti e Cina, ma soprattutto alle Big Tech, domate con le regole del pacchetto gemello Digital Services Act-Digital Markets Act.
Con Twitter-X, soprattutto dopo l’inizio dell’era Musk, i rapporti sono sempre stati particolarmente in bilico, con critiche mai troppo velate alla gestione e alla visione dell’imprenditore. Culminate tra l’altro nell’accusa dei vertici del social di essere nemico delle libertà di parola o di voler interferire su temi non di pertinenza dell’esecutivo Ue, come le elezioni americane.

L’attacco a Von der Leyen via X

Il passo indietro del francese, 69 anni e una carriera passata tra imprenditoria e politica, era arrivato nella mattinata di ieri, 16 settembre – a 24 ore dalla presentazione della nuova Commissione di Ursula von der Leyen – con una lettera condivisa sul suo profilo X.
Un testo dai contorni di un ‘j’accuse’ – come rileva Ansa – sulla mancanza di trasparenza della presidente Ue, soprattutta nelle ‘trattative’ con la Francia per la sua conferma a Bruxelles.
E che rende più che palese le difficoltà di relazione tra i due, e il feeling mai sbocciato. Dalle prime tensioni, ricostruisce Ansa, sorte durante la pandemia – con Breton in più di un’occasione rubò la scena alla presidente nella definizione del piano per la produzione e la distribuzione di vaccini e mascherine – i rapporti sono diventati sempre più tesi, fino al monito preventivo anti fake news rivolto da Breton a Elon Musk prima del dibattito con Donald Trump, che aveva fatto innervosire ancora una volta la presidente.