L'aula della Camera durante la votazione per l'elezione di due componenti del Cda della RAI (foto Ansa)

Cda Rai, il Parlamento vota Frangi e Natale alla Camera, Marano e Di Majo al Senato

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Il Parlamento ha votato i 4 componenti per il nuovo Cda Rai: a Frangi e Natale indicati dalla Camera si aggiungono Marano e Di Majo dal Senato.
Le opposizioni si spaccano: Pd, Iv e Azioni hanno disertato, mentre M5S e Avs hanno votato

Dopo settimane di rinvii e attese, Camera e Senato sono stati chiamati a votare i 4 nomi di pertinenza dei due rami del Parlamento per il nuovo Cda Rai.

La Camera ha eletto Federica Frangi, con 174 voti, e Roberto Natale, con 45 preferenze (I voti dispersi sono stati 3, le schede bianche 6 e le schede nulle 3).
Mentre il nome di Frangi era stato l’indicazione dei gruppi ai deputati del centrodestra (Fdi, Fi, Lega e NM), sul nome di Natale – giornalista Rai vicino a Avs- si sono orientati M5s e Avs, unici partiti dell’opposizione a partecipare al voto.

Dalle urne del Senato, rimaste aperte fino alle 13, sono stati eletti – come da previsione – Antonio Marano (97 vosti), vicino alla Lega e, per l’opposizione è arrivata la ricornferma per Alessandro Di Majo (27 voti), vicino al Movimento 5 Stelle.
Un voto è andato a Ruggero Aricò, sono risultate due schede bianche e quattro nulle.

Nodo presidenza

Resta poi da affrontare il nodo per la presidenza. Forza Italia tira dritta per la sua strada ribadendo il nome di Simona Agnes. Ma quel ruolo per essere effettivo ha bisogno di due terzi dei voti della Vigilanza.
Intanto dal Mef, Giancarlo Giorgetti ha indicato Agnes e Giampaolo Rossi per il board.

M5S e Avs presenti. Il Pd sceglie l’Aventino

Al voto sui consiglieri del Cda Rai le opposizioni si sono spaccate. M5s e Avs, come avevano già anticipato ieri, sono state le uniche formazioni non di governo a partecipare al voto.

Il Pd di Elly Schlein ha scelto invece l’Aventino, di non partecipare al voto. “Siamo coerenti con le cose che diciamo e non siamo disponibili a farci tirare per la giacca” ha detto la segretaria Dem alla riunione del 25 settembre, con i gruppi di partito di Camera e Senato su viale Mazzini.
“Penso che noi dobbiamo continuare a fare la battaglia che stiamo facendo in vigilanza e fuori”.
“Non c’è ragione di rinnovare il Cda, visto che già controllano la Rai. Non è una smobilitazione, è una mobilitazione ancora più forte fatta da una posizione di coerenza inattaccabile. Sono altri che devono rispondere di aver cambiato posizione. La linea è chiara”.

Anche Italia Viva non era in aula. “Ci atteniamo al patto che abbiamo siglato”, hanno rimarcato i renziani.

Azione non ha partecipato al voto

Uguale posizione è stata adottatata anche da Azione, con la decisione di non partecipare al voto “rispettando l’accordo preso con le altre opposizioni”.
“Riteniamo infatti prioritario arrivare ad una riforma Rai che cancelli l’influenza dei partiti e metta la tv pubblica sotto una Fondazione indipendente”, ha commentato il partito in una nota, dopo la riunione con Carlo Calenda.
“Spiace che altre forze politiche di opposizione abbiano rotto il fronte per ragioni di tornaconto del proprio partito”, si legge ancora nel testo, con una lettura politica alla scelta di M5S e Avs su scala più ampia. “Se ne prenda atto e si lavori per la costruzione di un’alternativa di governo riformista ed europeista”.

Floridia: garantito un equilibrio fondamentale nel Cda Rai

“Finalmente si comincia il percorso di riforma della Rai in Parlamento per liberare il Servizio Pubblico dai partiti”. Lo scrive su Facebook la presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, secondo cui, votando due consiglieri, “M5s e Avs hanno condiviso un obiettivo fondamentale: impedire che ci fosse un Cda privo del presidio delle forze di opposizione e che la maggioranza nominasse tutti i consiglieri di amministrazione, garantendo così un equilibrio fondamentale per il pluralismo dell’informazione e il rispetto delle diverse sensibilità del Paese”.

Floridia ha anche citato la lettera che ieri ha inviato ai presidenti delle commissioni parlamentari competenti “per sollecitare l’avvio di una riforma strutturale della Rai, raccogliendo l’ok di tutte le forze politiche in Vigilanza”. “Ebbene, già il prossimo 1 ottobre le proposte di riforma verranno incardinate: un passo decisivo verso una Rai più libera, autonoma e trasparente. Avere a cuore la democrazia significa portare avanti risultati concreti, non solo proteste. Bisogna dimostrare con i fatti quanto sia importante avere un Parlamento che si fa sentire e agisce nell’interesse di tutti”.
“Ora guardiamo avanti, ha concluso: è fondamentale aprire un dialogo serio e partecipato attraverso gli Stati Generali del Servizio Pubblico, per costruire insieme una Rai davvero indipendente e al servizio di tutti i cittadini”.