Aeranti-Corallo ha pubblicato il documento “L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia” che analizza lo stato del settore a sei anni dall’ultimo report. L’obiettivo è di fornire un quadro completo del comparto, evidenziandone le peculiarità economiche, patrimoniali, organizzative, i punti di forza e le criticità.
Il documento, in particolare, analizza le caratteristiche del settore radiofonico e televisivo locale (la sua struttura organizzativa, il numero di emittenti, il fatturato, il personale impiegato, eccetera) e fornisce uno spaccato del settore, attraverso una panoramica sui bilanci e altri parametri caratterizzanti l’emittenza locale.
Aeranti-Corallo “L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia” (PDF)
Documento-AerantiCorallo-2024_compressedQui di seguito le principali evidenze emerse sul’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia
Si stima che, attualmente, siano 1.156 gli operatori radiofonici locali operanti in Italia, dei quali circa il 70% sono a carattere commerciale e le altre (314, per 364 marchi) a carattere comunitario.
Il documento identifica poi 428 soggetti televisivi locali, dei quali 254 sono a a carattere commerciale, gestiti principalmente da società di capitali, e 174 a carattere comunitario.
Il lavoro
Il settore radiofonico locale impiega circa 2.082 dipendenti.

Il settore televisivo locale impiega circa 3.442 dipendenti.

Il comparto dell’emittenza locale dà quindi occupazione a oltre cinquemila dipendenti.
I costi del personale ammontano a 39,4 milioni di euro per il settore radiofonico (310 società di capitali e cooperative con bilancio 2022 depositato al 15/1/2024) e a 114,8 milioni di euro per quello televisivo (202 società di capitali e cooperative con bilancio 2022 depositato al 15/1/2024).
Le emittenti locali impiegano 2.235 giornalisti, un numero significativo, che posiziona il settore al secondo posto, dopo la stampa quotidiana.
L’economia
310 emittenti radiofoniche (società di capitali e cooperative con bilancio 2022 depositato al 15/1/2024) hanno generato ricavi per 130,5 milioni di euro, mentre 202 emittenti televisive (società di capitali e cooperative con bilancio 2022 depositato al 15/1/2024) hanno generato ricavi per 189 milioni di euro.
Le società di capitali gestiscono la maggior parte delle emittenti radiofoniche commerciali, con 350 società registrate e delle emittenti televisive, con 254 società registrate.
Le 92 società cooperative gestiscono 60 emittenti radiofoniche commerciali e 32 comunitarie, mentre in ambito televisivo sono 27, di cui 20 gestiscono emittenti commerciali e 7 comunitarie.
I soggetti comunitari gestiscono 314 emittenti radiofoniche locali e 174 imprese televisive locali, offrendo una programmazione focalizzata sulle istanze culturali, etniche, politiche o religiose.
Nel documento sono evidenziati i risultati in termini di EBIT e MOL per categorie di impresa e per volumi di fatturato.
Il digitale
TV – A seguito del riassetto delle frequenze televisive, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emanato una serie di bandi per i Fornitori di Servizi di Media Audiovisivi (FSMA) in ambito locale e, successivamente, lo stesso Ministero ha attribuito le numerazioni LCN. A seguito di compravendite effettuate dopo l’originale rilascio delle numerazioni LCN, di attribuzione di nuove autorizzazioni FSMA e relative numerazioni LCN, nonché delle attribuzioni dei numeri LCN ai consorzi/intese, il MIMIT ha, da ultimo, pubblicato l’aggiornamento al 29 aprile 2024 degli elenchi LCN di tutte le 18 aree tecniche.
Sono 846 i numeri LCN assegnati a FSMA locali.
RADIO – Per la radiofonia locale nel contesto digitale, l’Agcom ha emanato il nuovo Piano di assegnazione delle frequenze per la radiofonia digitale DAB+. Il territorio italiano è suddiviso in 21 bacini (19 bacini regionali e 2 bacini provinciali) e oggi sono in corso le procedure del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’assegnazione, da parte della DGTEL, dei diritti di uso delle frequenze a operatori di rete realizzati da società consortili.
Fonti dei dati
I dati economici delle imprese radiofoniche e televisive locali, individuate in base ai dati pubblici del Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e del Registro delle Imprese, sono quelli relativi esclusivamente alle società di capitali e alle cooperative con bilanci 2022, depositati alla data del 15 gennaio 2024. I dati vengono forniti sul totale Italia, nonché per le seguenti aree geografiche:NORD: Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.CENTRO: Toscana, Umbria, Marche, Lazio. MEZZOGIORNO (Sud e Isole): Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Per quanto riguarda i dati (pubblici) relativi alla consistenza impiantistica in ambito radiofonico, gli stessi sono stati rilevati dal Catasto impianti (in sigla, “CNF”) dell’Agcom (sezione speciale del Registro degli Operatori di Comunicazione) e sono aggiornati a settembre 2023. I dati relativi alle imprese di radiodiffusione sonora e di radiodiffusione televisiva in ambito locale sono stati verificati accedendo alla parte pubblica del Registro degli Operatori di Comunicazione dell’Agcom. Per quanto concerne i dati relativi ai Fornitori di servizi di media radiofonici, i dati sono quelli degli elenchi (pubblici) pubblicati sul sito web del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 2019 (ultimo aggiornamento effettuato). I dati delle radio locali comunitarie e delle tv locali comunitarie sono quelli (pubblici) delle graduatorie per il riconoscimento dei contributi di cui al DPR n. 146/2017 pubblicate dalla DGTEL del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per quanto concerne i dati sul personale giornalistico, la fonte è l’INPGI, che ha fornito ad Aeranti-Corallo i dati aggiornati a giugno 2022, ultimo periodo di gestione dell’assicurazione obbligatoria per i giornalisti da parte dell’INPGI stessa (successivamente tale gestione è passata in capo all’INPS).

















