Nella nuova proposta offerta da 700 milioni per la società dei cavi
Il Ministero dell’economia e delle finanze si fa avanti su Sparkle, questa volta insieme a Retelit (controllata dal fondo Asterion) con una nuova offerta a Tim per acquisire l’intero capitale di Sparkle.
La proposta – si legge nella nota – riconosce per Sparkle un enterprise value di 700 milioni di euro, avrà validità fino al 15 ottobre e verrà sottoposta all’esame del Consiglio di Amministrazione di TIM al termine delle attività istruttorie propedeutiche alla valutazione dell’offerta.
Il confronto con l’offerta di Kkr
E’ passato quasi un anno da quando Tim ha respinto la prima offerta non vincolante che era arrivata da Kkr. Secondo le indiscrezioni circolate si trattava di una proposta da circa 750 milioni: 625 milioni subito e 125 milioni legati proprio al verificarsi digli aggiustamenti (earn out).
A fine gennaio il Mef ne aveva presentata una simile ma anche in questo caso il nodo del prezzo non era stato sciolto e all’ad Pietro Labriola era stato dato il mandato di trattare per arrivare a un’offerta migliorativa.
Stando a quanto ricostruito da Ansa, la nuova proposta di Mef e Retelit è ‘qualitativamente’ migliorativa perché non prevederebbe più degli ‘earn out’ – si tratta di clausole contrattuali che a fronte di alcune condizioni modificano il prezzo – ma valuta la società dei cavi sottomarini 700 milioni di euro totali.
Il valore di Sparkle
Secondo gli analisti il valore di Sparkle è più alto, sopra gli 800 milioni. La sua permanenza nella nuova Tim non sembra più coerente. Dopo la cessione della rete a Kkr, il gruppo è soprattutto una società di servizi mentre Sparkle è un business infrastrutturale.
La società ha una rilevanza strategica per il governo: gestisce i collegamenti internazionali e unisce con le sue centinaia di migliaia di chilometri di cavi, l’Europa all’Africa al Medio Oriente, e l’Italia ne diventa crocevia. Lo Stato, secondo indiscrezioni, dovrebbe mantenere la maggioranza della società (il 51%) mentre la minoranza andrà a Retelit che è il terzo operatore di infrastrutture di rete in Italia, focalizzato sul mercato B2B e ha ormai 25 anni di storia.
Retelit è partecipata al 100% da Asterion Industrial Partners, società indipendente di gestione degli investimenti focalizzata sulle infrastrutture europee.


















