Alla conferenza dell’Associazione europea delle agenzie di stampa, il sottosegretario all’editoria ha ribadito la centralità del ruolo delle fonti primarie nella verifica delle notizie. Da Barachini anche un invito ai giornalisti di continuare ad ‘andare a vedere’, usando correttamente la tecnologia
“Senza una informazione corretta e autorevole non si può garantire una visione costruttiva del futuro. E per questo il lavoro delle agenzie di stampa è determinante”. Lo ha sottolineato Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria aprendo i lavori della Conferenza Eana (European Alliance of News Agencies – Associazione delle Agenzie di stampa europee) dal titolo ‘Il futuro delle agenzie di stampa’.
Compiti cruciali e decisivi
“A voi è affidato il cruciale compito di verificare le fonti delle notizie, prima di essere voi stesse fonti di notizie per tutti gli operatori del settore”, ha detto riferendosi alle agenzie in un altro passaggio del suo intervento, ripreso da Ansa.
“Un compito decisivo per la formazione delle opinioni dei cittadini, sollecitati ogni giorno dal flusso di fake news e deep fake che viaggiano su siti e social network, al di fuori di ogni codice deontologico e del rispetto stesso della legge”, ha spiegato.
I giornalisti e l’innovazione
Parlando del ruolo e dell’impatto che la tecnologia ha sull’attività giornalistica, Barachini ha ribadito come queste innovazioni non esimono “dall’andare e vedere”. Al contrario, obbliga i giornalisti “ad essere sempre più formati per usare la tecnologia allo scopo di indagare ancora più profondamente la realtà, usando dati che prima non erano facilmente accessibili in tempi idonei alla necessità di informare”.
Ovvio un riferimento all’intelligenza artificiale. Barachini ha ricordato la partecipazione di Papa Francesco agli incontri su il G7 ha dedicato proprio all’AI “un software – ha aggiunto – così impattante sull’informazione e sulla comunicazione”.
Il sottosegretario ha poi citato un sondaggio secondo cui il 28% del campione è rimasto colpito dall’ambivalenza del ruolo dell’intelligenza artificiale, evidenziata dal Papa. Il 26% dalla necessità di educare per evitare di incorrere in fake news. Il 22% dall’urgenza di garantire un uso etico dell’intelligenza artificiale. “Tutti aspetti – ha osservato – che il disegno di legge italiano sull’AI affronta, in linea con l’Ai Act europeo che indica la via della trasparenza, e persino spingendosi oltre quando istituisce il reato di deep fake e le aggravanti specifiche”.
Barachini ha posto l’accento sul fatto che il 46% dei cittadini non ha mai sentito parlare di deepfake, il 24% ne ha sentito parlare ma ha dei dubbi e solo il 30% conosce il termine.
“Per questo accompagneremo alle azioni legislative già in corso – ha sottolineato – campagne di sensibilizzazione rivolte a tutti i cittadini, in particolar modo giovani, e ai professionisti dell’informazione sulle evoluzioni vorticose della tecnologia, sul corretto utilizzo dell’innovazione digitale e sulla percezione dei rischi connessi alla cessione e all’utilizzo dei propri dati personali”. (ANSA).
Barachini: stampa libera garantisce lo sviluppo della società
“Questo incontro oggi è per un’importante occasione per condividere con voi le strade da percorrere, in Italia come in ogni Paese democratico, per salvaguardare un settore che ha il compito di garantire lo sviluppo trasparente e plurale di una società e un credibile processo di pace nelle zone di conflitto”.
Barachini ha ribadito infine quanto siano cruciali “la correttezza dell’informazione, la scelta di certificare le proprie notizie a contrasto delle fake news, per esempio attraverso blockchain; i codici etici sull’uso dell’AI nel settore – di cui alcune agenzie si sono già dotate – il rispetto del diritto di autore e l’azione comune nei confronti di portatori di interessi economici che sfruttano i contenuti editoriali senza esserne responsabili”.

















