Prima Comunicazione è in edicola e disponibile in digitale

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Il nuovo numero di ‘Prima comunicazione’ è in edicola da giovedì 3 ottobre a Milano e da venerdì 4 a Roma e nel resto d’Italia.
Il mensile è disponibile da subito in edizione digitale, per pc, smartphone e tablet.

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In questo numero

‘L’inizio è stato Sinner’ è il titolo del servizio in cui in questo numero, in parte dedicato a sport e comunicazione, raccontiamo come il più grande gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, ha iniziato a seguire il giovane tennista altoatesino prima che vincesse nel 2019 le Next Gen Atp Finals (torneo tra gli otto migliori under 21) per poi farne l’ambassador del brand, trovandosi così nel 2024, anno della sua conquista del vertice del tennis, a festeggiare un primato unico nella comunicazione e nella storia di una sponsorizzazione a fianco di uno sportivo straordinario.

La foto di Jannik Sinner, che abbiamo messo in copertina, mostra il suo vero carattere, volitivo e per niente piacione via via che cresce nei ranghi dello sport mondiale.
Ma innanzitutto è giusto fare il resoconto sui temi classici di Prima, di cui parliamo nel numero.

Per le storie dei sempre più difficili rapporti tra giornalisti e editori c’è la cronaca del perché si è arrivati allo sciopero di due giorni della redazione di Repubblica, una protesta nei confronti di John Elkann nel suo ruolo di presidente di Exor, oltre che del gruppo Gedi. Sui giornali sul caso è stato scritto molto, con il gusto maligno di attaccare Repubblica e il suo direttore, Maurizio Molinari.
L’episodio sicuramente segnala un frattura difficile da sanare che ha portato John Elkann a scelte molto drastiche, che registriamo in questo racconto in tempo reale, lasciando la presidenza di Gedi a Maurizio Scanavino, che a sua volta passa il ruolo di amministratore delegato a Gabriele Comuzzo, vice direttore generale.
Come se non bastasse il cambiamento ha toccato anche il vertice del giornale con Maurizio Molinari sostituito da Mario Orfeo che lascia il Tg3 e torna a Repubblica dove è stato capo redattore centrale.
Molinari lascia anche la direzione editoriale per un ruolo di editorialista e collaboratore esterno Il cambio di direttore ha suscitato reazioni incuriosite, rispetto a quale sarà la linea editoriale di Repubblica. Sul fronte aziendale si sottolinea la volontà di ridare redditività al business editoriale.

John Elkann con Sam Alman (foto Ansa)

Non sono tempi facili per il sistema dei produttori d’informazione e di contenuti. Non potevamo non parlare della legge sul Tax credit che ha fatto scoppiare il fegato ai produttori cinematografici, e un po’ meno a quelli televisivi, che dopo le proteste furibonde alla Mostra del Cinema di Venezia sembrano quasi spariti in attesa di capire cosa succederà con il nuovo ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e con l’assestamento politico che ci sarà con l’entrata in carica del nuovo consiglio di amministrazione della Rai, che aspetta il voto della commissione di Vigilanza.

Lucia Borgonzoni (foto Ansa)

La vicenda si è intrecciata alla love story di fine estate con protagonista Maria Rosaria Boccia, che in poco meno di due mesi è riuscita a mostrare di che pasta è fatto l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La legge sul Tax credit non è opera sua, ma del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, della sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni, e soprattutto del direttore generale Cinema e audiovisivo del ministero Nicola Borrelli, che aveva già anticipato le linee della nuova legge in un’intervista a Prima nel dicembre 2023.

Francesca Ragazzi

Un servizio lo abbiamo dedicato ai 60 anni di Vogue, un monumento dell’editoria di moda, di cui Dina Bara ha ricostruito la lunga vita di successi che hanno sfiorato il mito con la direzione di Franca Sozzani, e che adesso ha saputo adattarsi alle nuove regole della globalizzazione del brand e del digitale con la nuova direttrice Francesca Ragazzi.

Sempre per la serie dei grandi protagonisti della comunicazione, raccontiamo come la Mostra del Cinema di Venezia e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, hanno voluto organizzare al Lido, insieme alla famiglia Doris, la presentazione del film ‘C’è anche domani’, che racconta la vita del grande banchiere Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum, nato e cresciuto a Tombolo, un piccolo paese agricolo del padovano.

Massimo Doris, Lina Tombolato Doris, Daniel Santantonio (l’attore che ha interpretato Doris fino ai 40 anni), Sara Doris, Luca Zaia e Pietrangelo Buttafuoco.

Lo sport protagonista

Infine ci sono 69 ricche pagine dedicate a sport e comunicazione, che testimoniano quello che abbiamo registrato negli ultimi mesi: grandi passioni, giovani sportivi meravigliosi, aziende generose e socialmente consapevoli, professionisti e giornalisti di valore, televisioni e media molto impegnati, e anche politici sensibili al tema come il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha voluto un ufficio per la Diplomazia dello sport.

Antonio Tajani (foto LaPresse)

L’entusiasmo per lo sport che ha travolto gli italiani a partire dalla vittoria di Jannik Sinner agli Australian Open lo scorso gennaio – per proseguire con il Giro d’Italia, gli Europei di atletica e via via in un crescendo fino a domenica  8 settembre con la chiusura delle Paralimpiadi a Parigi – ha creato un’onda positiva che ha visto il mondo della comunicazione, a partire dalle media company, in prima fila. E ha contagiato anche Prima.

Allianz e i campioni di ‘Un sogno chiamato Parigi’

Oltre all’atletica, al tennis, ai campioni olimpici e paralimpici e ai loro partner, come ad esempio Allianz con la bella docuserie ‘Un sogno chiamato Parigi 2024’, realizzata in collaborazione con la Rai, non si può dimenticare la F1 con la Ferrari, che ha vinto il Gran Premio di Monza proprio mentre lavoravamo al numero.

Charles Leclerc, vincitore a Monza

Naturalmente c’è tanto calcio: in evidenza un’intervista esclusiva con Giuseppe Marotta, presidente e ad dell’Inter, che non fa trionfalismi sui suoi successi e invece è molto preoccupato per il sistema calcio, che rischia di collassare fra litigiosità delle federazioni, bilanci in rosso, ingaggi milionari e disamore del pubblico. E chiede di definire nuove regole, trovare accordi, costruire strutture, calmierare il mercato e puntare sulla sostenibilità economico finanziaria dei club. Marotta a proposito della seconda squadra dice: “La nuova proprietà (il fondo Oaktree: ndr) ha condiviso il nostro progetto di medio lungo termine, nel quale c’è anche la seconda squadra. Ma la nostra sede di Appiano Gentile (Como) non basta, manca una struttura idonea”.

Più ottimismo si registra tra i vertici della Lega Serie A con l’ad, Luigi De Siervo, e il direttore commerciale, Michele Ciccarese, molto soddisfatti per l’accordo di partnership con Enilive, di cui spiega le motivazioni della scelta il responsabile marketing Giovanni Maffei.

Chi ha capito subito, 20 anni fa, il valore dello sport per la comunicazione è stato quel geniaccio di Giorgio Armani, che si è inventato EA7, il marchio per l’abbigliamento sportivo che ha portato a una visibilità globale vestendo i nostri atleti alle Olimpiadi e Paralimpiadi. Oltre ad aver investito nel basket facendo della sua Pallacanestro Olimpia Milano la squadra più titolata d’Italia e tra le più vincenti in Europa.

Naturalmente non può mancare un’ampia rassegna dell’impegno dei grandi attori dello sport in televisione e in streaming: Eurosport, Sky e la Rai, che finalmente hanno saputo dare con lo sport il senso di cosa significa fare servizio pubblico.