L’informazione primaria alimenta la democrazia, dice il presidente della Repubblica, rilevando come il potere possa avere la tentazione di limitarla
“Ho chiesto il leggio perché le istituzioni devono avere rispetto per la stampa e parlare in piedi”. Sono le parole con cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto il suo intervento all’incontro con la European Alliance of News Agencies (Eana), al Quirinale.
Presenti anche il presidente Eana, Fabrice Fries, il Presidente dell’Ansa, Giulio Anselmi e il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini.
“Il nostro incontro è, per me, motivo di grande interesse. Rappresentate le fonti di quella informazione primaria di qualità che è indispensabile alimento per il sistema democratico e di libertà del continente”, ha detto Mattarella, ringraziando le agenzie di stampa per il ruolo di “presidi” che svolgono.
“Riconoscersi nella vitale funzione democratica dell’informazione è una precondizione per fare in modo che istituzioni, editori, giornalisti e cittadini possano concorrere, ognuno per la propria parte, alla sua tutela”.

Potere tentato a limitare libertà di informazione
“La libertà e il pluralismo dei media garantiscono il pieno dispiegarsi di alcuni dei diritti irrinunciabili per la democrazia e la misurazione della sua qualità: il diritto alla libertà di espressione e di informazione. L’informazione libera, indipendente e plurale è un diritto dei cittadini, un dovere per tutti esigerla. E’ l’antidoto per contrastare fenomeni manipolativi”, ha detto.
“Nuovi protagonisti globali sono intervenuti nella dimensione dell’informazione, con la pretesa di definire standard di accesso e linee guida – anche con un uso spregiudicato delle piattaforme digitali che gestiscono e dell’Intelligenza Artificiale – a prescindere dalle legislazioni poste a tutela della integrità del settore”. “Rischi che si aggiungono alle mai abbandonate tentazioni di poteri pubblici di fissare a loro volta limiti agli spazi di libertà di informazione, piuttosto che proporsi doverosamente di garantire e sostenere quei medesimi spazi di libertà”.
Mattarella ha ricordato anche i giornalisti morti per il loro mestiere. “Ogni anno decine di giornalisti perdono la vita per raccontare ciò che accade e non solo nei teatri di guerra. E’ il prezzo più alto pagato al dovere verso la verità dei fatti. La Conferenza di Helsinki del 1975 ha voluto riconoscere il principio della libera circolazione delle idee e dell’informazione, termini che hanno contribuito a rimodulare nuovi rapporti tra le persone e i popoli della comunità internazionale”.
Trasformazione digitale non sia regressione diritti
Guardando all’impatto della tecnologia su ogni aspetto delle nostre vita, Mattarella ha detto: “non vi è dubbio che essa offra straordinarie opportunità. Al contempo la sfida per le nostre società democratiche è quella di evitare che l’accelerazione dei mutamenti comporti la regressione di diritti fondamentali derivanti da quell’unità di valori, indivisibili e universali, sulla quale si fonda l’Unione europea”.
L’invito, dunque, è fare in modo che siano i diritti a guidare le trasformazioni digitali. “E’ lo spirito che ha animato la ‘Dichiarazione europea sui diritti e principi digitali per il prossimo decennio digitale’, proclamata dalle istituzioni comunitarie nel 2023, che riafferma come debbano essere i valori e i diritti fondamentali a guidare le trasformazioni” digitali.
Sostenibilità delle imprese editoriali garanzia di libertà
“La sfida che la vostra associazione persegue, sin dalla sua nascita nel 1956, si propone di coniugare innovazioni tecnologiche e i principi della libertà di stampa con la pubblicazione di notizie verificate, per fare luce dove è buio, perseguendo l’interesse generale”, ha detto.
“I protagonisti del sistema dell’informazione sanno che questo comporta un prezzo. Siano i giornalisti siano gli editori. La sostenibilità delle imprese editoriali è essa stessa garanzia di libertà per la realizzazione del bene informazione”.
“Poter operare in un ambiente che consente pari opportunità di mercato e adeguate tutele contribuisce a tale obiettivo. Coloro che scommettono sul bene informazione e coloro che ogni giorno con responsabilità lo realizzano, sono attori che svolgono un servizio irrinunciabile alla comunità”, ha aggiunto.
Mattarella: fake news sono armi ibride
Il capo dello stato ha guardato anche al ruolo che la propaganda e le fake news hanno assunto nei conflitti. “Oggi gli scontri bellici in atto, a partire dall’aggressione della Federazione Russa all’indipendenza dell’Ucraina, si avvalgono di armi ibride giocate sul terreno delle fake news dirette alle
opinioni pubbliche dei Paesi democratici per manipolarle”.
“E’ un sovrappiù di responsabilità per le agenzie di stampa il compito di restituire verità contro le azioni di propaganda che puntano ad adulterare i fatti e a intossicare così le coscienze. Senza conoscenza onestamente genuina non c’è possibilità di formarsi una opinione libera e consapevole”, ha chiosato.












