Apple guida la classifica, anche se per la prima volta non è cresciuta. Seguono Microsoft e Amazon. Per gli italiani, ci sono Gucci, Ferrari e Prada, con il Cavallino che è in assoluto il miglior marchio per crescita nell’anno.
Ma secondo Interbrand all’appello mancano 3.500 miliardi per la scelta di strategie che guardano al breve periodo.
Apple resta il marchio di maggior valore, Ferrari si distingue per la maggior crescita, tra le new entry dell’anno c’è Ndivia.
Sono alcuni degli elementi che emergono dalla Best Global Brands, la classifica annuale realizzata da Interbrand che riunisce i marchi globali dal maggior valore economico.
Occasioni mancate di crescita
In totale i 100 brand valgono oggi 3.400 miliardi di dollari. Nei 25 anni di monitoraggio la cifra è cresciuta di 3,4 volte, partendo da 988 miliardi di dollari stimati nella prima edizione.
Nel tempo, sostiene l’analisi, c’è stato un significativo cambiamento nel modo in cui le aziende affrontano la crescita, dando priorità a investimenti più contenuti ma con ritorni nel breve periodo.
Le strategie che coniugano investimenti nel brand a lungo termine con investimenti di breve periodo che portano benefici a livello di topline sono le più efficaci, ma sono ancora rare.
Ecco perchè, la classifica rilasciata sembra avere i contorni di una fotografia di un’occasione mancata. Perché se da un lato le tattiche di performance marketing possono portare proventi finanziari a breve termine, la mancanza di investimenti in una strategia di brand nel lungo periodo non ha permesso ai brand dello studio di realizzare valore per almeno 3.500 miliardi di dollari. E, nell’ultimo anno, questo si è tradotto in 200 miliardi di mancati ricavi.
“Se questi brand fossero stati gestiti come asset strategici per la crescita, il valore complessivo dei brand in questa classifica avrebbe potuto raggiungere i 6.900 miliardi di dollari. La crescita che osserviamo nasconde un’incredibile opportunità mancata”, ha dichiarato Gonzalo Brujó, Global CEO di Interbrand.

La classifica
In cima alla classifica non cambia il podio rispetto al 2023. Apple che si conferma prima al mondo per valore del suo brand a 489 miliardi di dollari, anche se il suo valore ha registrato una diminuzione per la prima volta in oltre due decenni (-3%).
“Al contrario di altri che si sono tuffati a capofitto nell’intelligenza artificiale, Apple ha intrapreso un percorso più consapevole, in modo da garantire che le proprie versioni di intelligenza artificiale corrispondessero ai valori aziendali”, ha spiegato Greg Silverman, Global Director of Brand Economics di Interbrand, commentando la situazione di Cupertino. “Questa scelta ha anteposto la fiducia a lungo termine ai ricavi a breve termine. Questa mossa ha quindi portato a una crescita delle azioni del 20% da inizio anno e prevediamo che il valore di questo brand aumenti nella classifica del 2025”.
Seguono Microsoft e Amazon. Alle loro spalle, a scendere si confermano Google, Samsung, Toyota. Coca-Cola e Mercedes-Benz, rispettivamente settima e ottava si scambiano la posizione rispetto ai 12 mesi scorsi. McDonald’s entra in nona posizione, scalzando Nike (11esima) e Bmw resta decima.
Nvidia (36esima), Pandora, Range Rover e Jordan sono le ‘new entry’ di quest’anno, mentre Uber (78esima) e LG rientrano in classifica.
Il Cavallino corre
Nel ranking l’Italia che è rappresentata da Gucci (41esima), Ferrari (62esima) e Prada, all’83esimo posto mondiale.
Mentre la casa di moda del gruppo Kering Gucci risente del periodo di transizione, registrando un calo del valore del brand, a colpire è la performance del Cavallino. Ferrari infatti è prima in assoluto per crescita con un aumento del 21% a 13,1 miliardi di dollari.
Anche Prada è tra le migliori per incremento del suo valore (+14% a 8,3 miliardi).
Automotive
Tra i primi 100 brand del 2024, 14 appartengono all’automotive, il settore più rappresentato nella classifica. Kia (n. 86) Hyundai (n. 30) e Toyota (n. 6) hanno ottenuto una crescita a doppia cifra. Non tutti i brand del comparto possono vantare questo successo: Tesla (n. 12) ha fatto registrare una delle riduzioni di valore più consistenti di quest’anno (-9%).
Il lusso dimostra resilienza
Il valore dei brand del lusso ha proseguito nella sua parabola ascendente (+7% rispetto al +6,5% dello scorso anno), estendendo la propria rilevanza grazie alla creazione di nuove consumer experience e all’ampliamento dei touchpoint digitali, dimostrando una potente creatività strettamente ancorata al fattore umano.
Oltre a Ferrari, ‘Top rising brand’ di questa edizione, altri marchi che si sono distinti sono Louis Vuitton che ha scalato tre posizioni (dal n. 14 al n. 11), ed Hermès che, come la già citata Prada, ha fatto registrare uno tra i maggiori rialzi di quest’anno (+15%).


















