(foto US Google)

Koivuniemi (Google): su AI serve responsabilità. Importante parlare di rischi

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L’intelligenza artificiale migliorerà la scienza, sostiene la manager all’evento milanese. La rivalità con OpenAi? “Vince chi implementa queste tecnologie nel modo più responsabile sul mercato”

“L’intelligenza artificiale migliorerà la scienza”. È il parere di Anna Koivuniemi, a capo del Google DeepMind Impact Accelerator, la costola di Mountain View che dal 2010 ha come “obiettivo accelerare l’impatto sociale delle tecnologie e delle sue competenze a beneficio dell’umanità”.
Lo spunto per sostenerlo, i premi Nobel assegnati per la chimica a Demis Hassabis e John M. Jumper, due membri della struttura guidata dalla manager, premiati – insieme a Davide Baker – per il loro lavoro sulla previsione delle strutture proteiche tramite l’AI.

Importante parlare di rischi

A Milano nell’ambito dell’AI Connect, Koivuniemi, dialogando con Ansa, ha riconosciuto comunque rischi e timori che accompagnano lo sviluppo della nuova tcnologia.
“Parlare dei rischi dell’AI è importante, va implementata responsabilmente”, ha detto ricordando come le opinioni su questo fronte siano “molto diverse”.

Il riferimento è al dibattito globale sull’IA sempre più diffusa e pervasiva. Dibattito in cui nei mesi scorsi sia il Nobel per la chimica Hassabis, sia quello per la Fisica Geoffrey Hinton, anche lui ricercatore con un passato in Google, sia pure con sfumature molto diverse, hanno mostrato preoccupazioni per i rischi che potrebbe comportare.
“Penso che la cosa più importante sia parlarne e prepararsi a questi rischi fin da ora. La discussione su cosa potrà essere questa tecnologia e la ricerca è davvero importante, troppo importante per non parlarne”, ha spiegato.

“Si spera che potenziare le capacità umane non sia distruttivo, ma che ci supporti come esseri umani”, ha aggiunto Koivuniemi. Dal suo punto di vista diventa importante guardare a come l’intelligenza artificiale stia “migliorando il modo in cui l’essere umano può svilupparsi, come nella scienza. Si pensi ad esempio – osserva – ad Alpha Phold, la tecnologia protagonista del Premio Nobel, ma anche al modo in cui i microbiologi strutturali stanno svolgendo il loro lavoro, così come i ricercatori che lavorano nel campo delle scienze dei materiali”.

La competizione con OpenAI

Nel campo dell’Ai, scontato pensare alla rivalità tra Google e OpenAI. “Come in ogni nuova tecnologia è vantaggioso avere più attori che stanno sviluppando l’intelligenza artificiale”, ha detto a proposito della competizione con la società creatrice di ChatGpt. “Noi pensiamo di avere capacità uniche e abbiamo decenni di esperienza nel campo, i nostri modelli sono multimodali fin dall’inizio. E la finestra di contesto, cioè quanti contenuti puoi fornir loro per personalizzare la tua domanda, è la più grande del settore”. “Tutti noi abbiamo vantaggi dallo sviluppo dell’Ai, non è importante chi sia il primo. Fondamentalmente, ha concluso Koivuniemi, vince chi implementa queste tecnologie nel modo più responsabile sul mercato”.