Astensione di 24 ore per l’agenzia stampa, contro le richieste di un nuovo taglio al costo del lavoro. Il sottosegretario Barachini chiede approfondimenti all’editore
Sciopero ad Askanews. I giornalisti dell’agenzia hanno annunciato 24 ore di stop fino alle 7 del 19 ottobre, prima giornata di astensione di un pacchetto di 5 affidati al Cdr.
Alla base della protesta, si legge nella nota che annuncia la protesta, “l’ennesimo taglio al costo del lavoro”, gravando su una redazione che “da quasi 12 anni non vede uno stipendio intero e negli ultimi quattro anni di concordato ha evitato il fallimento dell’azienda sopportandone quasi interamente l’onere finanziario”. Da parte dell’azienda, è la critica mossa, non c’è stata “una sola parola per indicare i piani di sviluppo che giustificherebbero le sue richieste economiche”
La nota del Cdr di askanews
“L’assemblea dei giornalisti di askanews all’unanimità ribadisce l’assoluta necessità del rispetto immediato dei patti in vigore e la totale indisponibilità della redazione a sostenere da sola il peso di qualunque risparmio volto a garantire un effettivo e ragionevole sviluppo futuro di askanews.
L’assemblea giudica irricevibile e pericolosa per la sopravvivenza dell’agenzia la richiesta aziendale di taglio del costo del lavoro giornalistico, l’ennesima richiesta di denaro a fondo perduto a una redazione che da quasi 12 anni non vede uno stipendio intero e negli ultimi quattro anni di concordato ha evitato il fallimento dell’azienda sopportandone quasi interamente l’onere finanziario.
L’azienda non ha speso una sola parola per indicare i piani di sviluppo che giustificherebbero le sue richieste economiche esorbitanti, ancora una volta a spese della sola redazione.
L’assemblea chiede perciò con urgenza ai vertici aziendali di conoscere nel dettaglio quali sviluppi futuri sono alla base dei prospettati tagli del lavoro giornalistico, l’elemento produttivo di un’agenzia di stampa, e quali sono le ragioni che hanno portato agli aumenti delle spese a favore di soggetti esterni degli ultimi quattro anni, durante i quali si è apparentemente verificato un peggioramento dei conti, pur in presenza di concordato e di un notevole risparmio sul costo del lavoro della redazione.
Da qui la decisione di indire lo stato di agitazione, affidando “al cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero a sostegno delle sue rivendicazioni”. La redazione si dice anche “pronta a prendere ogni iniziativa, anche imponendo l’assoluto rispetto delle norme professionali, deontologiche e contrattuali nelle attività svolte dai giornalisti in agenzia, e a rivolgersi a tutti gli interlocutori istituzionali per tutelare salari e posti di lavoro”.
Barachini: chiesto approfondimento all’editore
Sul tema è intervenuto anche Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria. “A fronte della richiesta aziendale di tagli al costo del lavoro giornalistico presentata al Cdr di Askanews, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi ha chiesto elementi di approfondimento all’editore per verificare la congruità degli interventi annunciati con le norme stringenti varate con la riforma che istituisce l’elenco delle agenzie di stampa di rilevanza nazionale (di cui Askanews fa parte, ndr)”.
“Vigiliamo e vigileremo sul rispetto dei parametri richiesti dalle norme in assenza dei quali verrebbero a mancare i presupposti del contratto con la Presidenza del Consiglio”, ha concluso.

















