Via ogni violenza dallo sport, l’appello del pontefice nel messaggio per il centenario del Corriere dello Sport-Stadio
“Diffondere una sana cultura dello sport” significa “far crescere l’umanità nei suoi valori più belli e autentici”. A sostenerlo Papa Francesco, in un messaggio per il centenario del Corriere dello Sport-Stadio.
“Per quanto purtroppo anche negli ultimi anni abbiamo assistito ad episodi di intolleranza che vanno condannati, sono certo che siano molti di più gli esempi in cui nello sport si è stati capaci di ‘fare squadra’, senza che la razza, il ceto, o la confessione religiosa siano ostacoli o barriere: vi incoraggio a favorire questo clima di umanità autentica ed accogliente”.
Il potere della parola
“Dobbiamo respingere – è l’appello rivolto al quotidiano sportivo – ogni logica di esclusione e violenza, e per questo sappiamo bene che la parola ha il suo valore, per educare al bene e al bello, piuttosto che distruggere. Un articolo di giornale, anche sportivo, può fare molto bene, ma può anche danneggiare o fomentare un clima di sfiducia: voi non siate così però, mi raccomando!”
Lo sport può insegnare a sentirsi un’unica famiglia
Nel suo messaggio, Francesco ha sottolineato il valore universale dello sport, in grado di far sentire “un popolo solo, come quando ci si alza per cantare l’inno, a casa, allo stadio o nei palazzetti dello sport”. “Quanto è importante camminare uniti, sentirsi parte di una unica famiglia, e di una famiglia di nazioni durante le olimpiadi o i campionati mondiali o continentali”.
“La competizione dello sport è sana, perché chiede pazienza, ascolto dell’allenatore, rispetto per gli avversari, per le regole e per gli arbitri, coordinamento con i compagni: nel mondo invece spesso si mira alla distruzione dell’avversario, al farsi le regole da soli, a rifiutare chi vuole moderare il confronto tra le parti secondo il diritto internazionale”.











