“Con sofferta riflessione mi sono determinato a rassegnarLe le mie dimissioni dal ruolo di Capo di Gabinetto della Cultura con cui ha voluto onorarmi. Il contesto venutosi a creare, non privo di sgradevoli attacchi personali, non mi consente più di mantenere quella serenità di pensiero che è necessaria per svolgere questo ruolo così importante”. Lo scrive il Capo di Gabinetto del ministero della Cultura, Francesco Spano, in una lettera indirizzata al ministro Alessandro Giuli.
“Nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione, pertanto – scrive ancora Francesco Spano nella lettera indirizzata al ministro – ritengo doveroso da parte mia fare un passo indietro. Ciò non mi impedisce, evidentemente, di esprimerLe la mia profonda gratitudine per la stima ed il sostegno che mi ha mostrato senza esitazione”.
Francesco Spano era stato nominato Capo di Gabinetto dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nove giorni fa. La nomina di Spano faceva seguito alla revoca a Francesco Gilioli, da parte di Giuli, dell’incarico di Capo di Gabinetto, avvenuta venerdì scorso, 11 ottobre, per essere “venuto a mancare il rapporto fiduciario”.
Il Ministro Giuli
“Con grande rammarico, dopo averle più volte respinte, ricevo e accolgo le dimissioni del Capo di Gabinetto, Francesco Spano. A lui va la mia convinta solidarietà per il barbarico clima di mostrificazione cui è sottoposto in queste ore. Non da ultimo, ribadisco a Francesco Spano la mia completa stima e la mia gratitudine per la specchiata professionalità tecnica e per la qualità umana dimostrate in diversi contesti, ivi compreso il Ministero della Cultura”.
E’ quanto dichiara in una nota il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Chi è Francesco Spano
Francesco Spano era segretario generale del Maxxi, dove Giuli lo aveva confermato nell’incarico che già ricopriva con Giovanna Melandri presidente uscente della Fondazione del Museo di Arte contemporanea del XX secolo, quando era stato nominato dal ministro Sangiuliano.
Avvocato con molte esperienze nel settore pubblico e culturale, Spano, 47 anni, e’ nato a Pisa e cresciuto a Orbetello. Ha conseguito la laurea all’Università di Siena e il dottorato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa . Ha insegnato alle università di Siena, Pisa e Roma La Sapienza. Ha diretto l’Unar, l’ufficio antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri all’epoca del governo Gentiloni, collaborando anche con Giuliano Amato ministro dell’Interno. E proprio quando era all’Unar nel 2017 ha subito un durissimo attacco, accusato in un servizio delle Iene di aver concesso un finanziamento di 55.000 euro a un’associazione Lgbtq, descritta come lo snodo di una rete di prostituzione maschile. Spano si dimise dall’incarico, collaborando dall’esterno per individuare eventuali responsabilità, uscendo totalmente pulito dalla vicenda. Da allora e’ entrato nel mirino di Pro Vita & Famiglia Onlus, associazione antiabortista, nemica dell’Unar che aveva cavalcato le denunce delle Iene, come aveva fatto anche Giorgia Meloni che aveva formalmente chiesto la chiusura dell’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, non sapendo forse che Unar e’ il risultato del recepimento della direttiva comunitaria numero 2000/ 43 CE formalizzare dal governo Berlusconi con il decreto legislativo 9 luglio 2003, numero 215.
La scelta fatta da Giuli di nominare Spano capo gabinetto del Ministero della Cultura aveva rianimato le contestazioni di Pro Vita& Famiglia, che con il governo di centro destra ha trovato spazi per alzare la voce, che ha raccolto 10mila firme per spingere il ministro a non firmare l’atto di nomina. Invano. Giuli aveva comunque confermato la scelta di Spano – che peraltro è cattolico impegnato, ed è stato membro della Commissione per la cultura della diocesi Pitigliano Sovana Orbetello – per la sua esperienza e capacità di gestione, ignorando le critiche provenienti dalla destra per il profilo progressista del suo stretto collaboratore












