Per parlare ai giovani dell’importanza del lavoro nello spazio e della bellezza della terra che va difesa
Lāoccasione ĆØ stata il Festival della Poesia e delle Arti, in programma nella sua V edizione. Il tema questāanno era āLa Poesia e la musica della Scienza, verso il misteroā.
Il 25 ottobre il primo evento ha visto la partecipazione degli studenti delle V classi del Liceo Scientifico P. Frisi e dei loro docenti per ascoltare la lectio magistralis di Paolo Nespoli, astronauta Esa, rimasto nello spazio per 313 giorni, durante le sue tre missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, tra il 2007 e il 2017. Dopo il ritiro dalla carriera di astronauta, si ĆØ dedicato allāinsegnamento universitario al Politecnico di Milano (corso di Space Engineering, materia Human Spaceflight and Operations) e alla divulgazione scientifica, con particolare attenzione ai giovani.




Nespoli ha raccontato la vita a bordo della Stazione orbitante, il timing quotidiano degli astronauti, le loro difficoltĆ nel muoversi, operare, sottoporsi ad esperimenti e convivere in 12 persone in un ambiente equivalente a un appartamento di 100 mq, in assenza di gravitĆ . Una condizione che rende complicata ogni azione, a bordo, e doloroso e stressante, soprattutto per il fisico, il rientro sulla Terra a fine missione. Nelle sue giornate in orbita, Nespoli, dopo 12 ore di lavoro, vinceva la noia fotografando la Terra dallāalto: centinaia di migliaia di scatti per scrutare e fissare la bellezza di un Pianeta che lāuomo non distruggerĆ del tutto. āLāuomo però può distruggere se stesso e le altre forme di vitaā ha detto Nespoli.
Su quanto ha appreso nella sua carriera, dopo lāevento ha osservato che, a differenza degli Stati Uniti, in Italia non sappiamo gestire lāerrore. Le persone lo vivono come un limite, una colpa dellāindividuo, mentre deve essere integrato nella realtĆ delle aziende, delle organizzazioni, come qualcosa che può accadere e che deve aiutare a migliorare il sistema e le procedure, a trovare soluzioni migliori e più efficaci.
Altra lectio magistralis per gli studenti ĆØ stata quella del filosofo Mario Porro: un excursus tra epoche, poeti e scrittori che hanno unito passione per la scienza e per la parola, tra prosa e lirica.
Galileo Galilei, Giacomo Leopardi, Italo Calvino, Primo Levi⦠Fino ad Antonia Pozzi e Mariangela Gualtieri. Nelle loro poesie, negli scritti, āil poeta del vago può essere il poeta della precisione. E capita qualche volta che i poeti si mettano a contare e gli scienziati a sognare. Non ĆØ la scienza a essere incompatibile con la poesia, ĆØ la didatticaā ha spiegato Porro.
Lāattivismo culturale che contraddistingue Monza ha anche visto il 27 ottobre alla Villa Reale, organizzato da La casa della Poesia di Monza, il secondo evento del Festival della Poesia e delle Arti di Monza, con la tavola rotonda con Ugo Moschella, fisico, Stefano Raimondi e Marco Pelliccioli (in rappresentanza di Franco Buffoni), poeti, Laura Campanello, filosofa e Gabriele Garofalo, studente e poeta. Moderatrice. Milena Provenzi, psichiatra.











