Rai, arriva l’emendamento della Lega sul taglio del canone

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Pronto un emendamento per il decreto fiscale che ripropone il taglio di 20 euro, lasciando l’importo totale del contributo a 70 euro

La Lega non molla sul taglio del canone Rai. Il partito di Matteo Salvini si prepara a presentare un emendamento ad hoc nel decreto fiscale, che è all’esame della commissione Bilancio del Senato.
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, citate dalle agenzie, nel testo si chiederà che l’importo resti a 70 euro, com’è attualmente dopo la riduzione di 20 euro sull’importo totale di 90, introdotta l’anno scorso. Il correttivo verrà proposto anche nella legge di bilancio.

Candiani: canone anacronistico

“Per noi il canone Rai è anacronistico. Se si arriva a una riduzione graduale, bene, si può avere pazienza. Tant’è che in questa ottica abbiamo presentato un emendamento al decreto fiscale per ridurre il canone a 70 euro”, aveva spiegato all’AdnKronos ieri Stefano Candiani, deputato del Carroccio e segretario della commissione di Vigilanza Rai.
“Poi ciascuno è libero di prendere le sue posizioni su questa proposta della Lega. Così sarà chiaro agli italiani chi segue il nostro percorso, e chi invece ritiene che una tassa anacronistica debba continuare ad esistere e ad essere imposta”.

Codacons: canone senza sconto vale 1,9 miliardi all’anno

Il mancato taglio del canone Rai “costerebbe alle famiglie italiane tra i 420 e i 430 milioni di euro nel 2025”. Lo denuncia il Codacons, commentando l’emendamento della Lega per confermare anche il prossimo anno l’abbassamento del canone Rai da 90 a 70 euro. “Il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo, e dal 2016 è stata introdotta la presunzione di detenzione dello stesso apparecchio nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica. I titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale sono quindi tenuti al pagamento del canone mediante addebito nella fattura della luce – spiega il Codacons – Prima dello sconto da 90 a 70 euro, il canone Rai generava introiti per circa 1,9 miliardi di euro annui: questo significa che, in caso di mancata proroga del taglio, le famiglie italiane a partire dal 2025 dovranno mettere in conto una maggiore spesa complessiva tra i 420 e i 430 milioni annui a titolo di canone”.

“Riteniamo tuttavia che i tempi siano oramai maturi per procedere ad una abolizione totale del canone Rai, considerato il nuovo scenario del mercato televisivo italiano e la possibilità per la Rai di concorrere ad armi pari con le altre reti attraverso la raccolta pubblicitaria”, conclude il presidente del Codacons Carlo Rienzi.