Trump fa il giro del mondo. Ma in Cina la star è Musk

Condividi

L’esito delle elezioni americane da diverse ore sta monopolizzando le prime pagine dei siti internet di tutto il mondo. Accanto alle prime analisi e previsioni su come sarà la seconda presidenza Trump – analisi che sicuramente avranno ampio spazio nelle pagine nei quotidiani in edicola nelle prossime ore – l’aspetto messo maggiormente in evidenza è la chiara affermazione numerica con cui il tycoon torna alla Casa Bianca per la seconda volta. Numeri che lo hanno portato a stravincere anche il voto popolare, a conquistare il senato davanti ai quali diversi quotidiani hanno parlato di un vero trionfo.

Diverso spazio si è ritagliato anche Elon Musk. Addirittura, a guardare i social cinesi l’imprenditore miliardario viene considerato il vero vincitore delle elezioni a stelle e strisce.
Molto noto nel paese, e non solo per la Shanghai Gigafactory, la più grande fabbrica di Tesla al mondo per la produzione di auto elettriche, l’auspicio cinese è che un suo ingresso con un ruolo di peso nell’amministrazione di Trump possa aiutare a migliorare le relazioni tra Pechino e Washington.

Ecco una carrellata

I media italiani

Diverse testate italiane hanno scelto di citare dei passaggi del suo intervento di saluto ai sostenitori da Palm Beach nella notte americana.

I media europei

Mentre il Daily Mail parla di una ‘vittoria totale’ senza risparmare riferimenti all’attentato e ai processi che lo vedono coinvolto, Le Monde – già in stampa con la sua edizione pomeridiana – ha parlato della “La fine di un mondo americano” sottolineando come se nel 2016 la sua presidenza poteva essere un po’ un’incognita anche per i suoi stessi elettori, ora la scelta è stata fatta in modo consapevole.

Media americani

Titoli secchi sulla rielezione, con ampio spazio sempre riservato ai numeri. Sbalorditivo l’aggettivo scelto dal Nyt per descrivere il suo ritorno sulla scena politica, dopo una campagna ‘provocatoria’. Wsj e Washington Post sottolineano anche l’aspetto storico del suo secondo mandato “non consecutivo”.