David Zaslav (Foto Ansa)

Zaslav (Wbd): con Trump possibili consolidamenti e accordi nel settore media

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Rispetto alle limitazioni antitrust seguite dall’amministrazione Biden, secondo il ceo del gruppo il vento nel settore media potrebbe cambiare favorendo nuovi accordi e riorganizzazioni. Ma sono sempre così vantaggiosi?

L’elezione di Donal Trump potrebbe aprire la strada a nuovi accordi e consolidamenti all’interno del settore dei media. A lasciarlo intendere David Zaslav, ceo di Warner Bros Discovery, alla presentazione della trimestrale del colosso, nato dalla fusione tra Discovery e WarnerMedia.

Settore maturo

Parlando con gli analisti, il manager a proposito dell’elezione del nuovo presidente, ha parlato di un “impatto positivo e accelerato su questo settore di cui c’è bisogno”, ricordando come negli ultimi 4 anni l’amministrazione Biden abbia applicato in modo più stringente le norme antitrust, limitando le opzioni per le società di media.

Facendo un quadro della situazione attuale, si legge su Reuters, Zaslav ha spiegato come dal suo punto di vista l’industria media sia matura per un consolidamento che, tra l’altro, con dei vantaggi anche per i consumatori, ad esempio nello streaming creando servizi combinati in offerte più coerenti.

Ma accordi e fusioni funzionano?

“In generale, Trump è favorevole alla deregulation”, ha rilevato a questo prposito Ross Benes, analista di eMarketer. “Questo aumenta le probabilità di ulteriori fusioni e acquisizioni”.
Anche se, ha di fatto constatato, “la maggior parte delle operazioni di M&A dei grandi media nella storia recente si sono rivelate negative per i dipendenti e gli investitori”.

Il cambiamento dei consumi

Le big del settore si stanno sempre più misurando con la tendenza dei consumatori di staccarsi dalla tv tradizionale, spostandosi verso i servizi di streaming video.
Un trend al quale non sfugge la stessa Wbd. Come dimostra da una parte, segnala ancora Reuters, la svalutazione a 9 miliardi delle attività tv ad agosto e dall’altra i numeri significativi registrati sul fronte dello streaming dove è attiva con i servizi Max e Discovery+. Nel terzo trimestre, anche grazie alla spinta olimpica, l’attività streaming ha aggiunto oltre 7 milioni di nuovi abbonati, battendo le stime che parlavano di 6,2 milioni di nuove sottoscrizioni. L’utile è più che raddoppiato.