I conti del gruppo superano le stime degli analisti, mentre proseguono le operazioni in Inghilterra e Italia, e gli investimenti in Germania
I conti semestrali sorridono per Vodafone. Il gruppo inglese delle tlc, nel primo semestre del suo anno fiscale, ha registrato ricavi a 18,28 miliardi, sopra la stima degli analisti di 18,18 miliardi. Il margine operativo lordo adjusted è a 5.41 miliardi rispetto a una previsione di 5,39.
Il fatturato da servizi del primo semestre è 15,1 miliardi, con un aumento del 4,8% su base organica e leggermente superiore alle aspettative, e una crescita del 3,8% degli utili core rettificati a 5,4 miliardi, in linea con il consenso.
Della Valle: progressi nella strategia
Sullo sfondo il proseguimento delle operazioni annunciate in Uk e Italia. “Continuiamo a fare buoni progressi nella nostra strategia, con i processi di approvazione per le nostre transazioni nel Regno Unito e in Italia che sono prossimi alla conclusione”, ha commentato la Group chief executive Margherita Della Valle. “Questi processi completeranno il nostro programma per rimodellare il gruppo per la crescita”. Della Valle ha ricordato gli in vestimenti in Germania “per rafforzare la nostra posizione sul mercato e adottare misure per espandere le nostre capacità B2B”.
“Sono fiduciosa che le azioni che stiamo intraprendendo porteranno alla crescita di Vodafone quest’anno e a un’ulteriore accelerazione nell’anno fiscale 26”, ha chiosato.
La situazione italiana
Passando al dettaglio sul fronte italiano, i ricavi totali nei primi sei mesi dell’anno fiscale del gruppo sono diminuiti del 3,1% a 2,2 miliardi “a causa dei minori ricavi da servizi e apparecchiature”.
I ricavi dei servizi sono diminuiti del 2,7% (primo trimestre -2,6%, secondo trimestre -2,8%) “poiché la continua pressione sui prezzi nel segmento ‘mobile value’ è stata solo in parte compensata dalla domanda business”, ha rilevato Vodafone.
Per quanto riguarda l’accordo di vendita degli asset italiani a Swisscom, il gruppo ha confermato il ‘closing’ “per l’inizio del 2025”.
L’operazione da 8 miliardi – annunciata il marzo scorso – ha ricordato una nota del gruppo, è tuttora soggetta ad autorizzazioni normative, tra le quali quella dell’autorità antitrust italiana.


















