Mentre non è ancora chiaro chi sarà il portavoce della nuova amministrazione, il neopresidente si appresta a ridisegnare le presenze della stampa alla Casa Bianca, lasciando largo spazio ai media meno tradizionali e a lui più favorevoli.
Donald Trump vuole rivoluzionare l’assetto della storica James Brady Press Briefing Room, la sala stampa della Casa Bianca. Lo hanno riferito fonti informate ad Axios secondo le quali l’obiettivo del presidente eletto è fare spazio a voci allineate al movimento Maga e media non convenzionali.
L’accesso alla sala stampa
La sala briefing attualmente può ospitare 49 giornalisti seduti, più una decina in piedi, la White House Correspondents’ Association (WHCA) ha il controllo sui posti a sedere, ma è la Casa Bianca a decidere a chi dare le credenziali.
E’ ovvio che se la nuova amministrazione espanderà l’accesso alle conferenze stampa quotidiane ai media pro-Trump, come War Room di Steve Bannon, ciò avverrà a scapito delle testate esistenti.
Anzi, alcuni commentatori, già nelle ore succesive al voto del 5 novembre, hanno cominciato a profetizzare un futuro per lo meno più difficile per i media tradizionali.
Per Jon Allsop della Columbia Journalism Review, il Trump 2.0 porrà una minaccia “senza precedenti” alla libertà di stampa. “L’accesso alla West Wing sarà limitato”, ha ipotizzato sulla stessa Cjr Kyle Paoletta, secondo cui Trump potrebbe mobilitare il Dipartimento della Giustizia e la Federal Communications Commission con indagini su fughe di notizie, politicizzazione delle licenze, arresti di reporter che coprono proteste o deportazioni di migranti.
I precedenti del resto non sono di buon auspicio. La prima amministrazione Trump aveva cercato di vietare ai media che considerava ostili tra i quali il New York Times, Politico, la Cnn e Bbc – i cosiddetti briefing ‘off-camera’ cioè quelli che non vengono trasmessi in streaming.
Durante la notte elettorale ha escluso diverse testate dal party a Mar-a-Lago tra cui Politico, Axios e Puck News.
La corsa al ruolo di portavoce
Quanto al ruolo di portavoce secondo le fonti è in corso una feroce competizione tra la direttrice della campagna Karoline Leavitt, la consigliera e avvocata di Trump Alina Habba e l’ex funzionario dell’amministrazione Monica Crowley.
Anche l’ex conduttore di Espn diventato influencer Sage Steele, il collaboratore della Cnn e funzionario della Casa Bianca di Bush Scott Jennings e la portavoce del comitato nazionale repubblicano Elizabeth Pipko. (ANSA).











