E’ la più giovane della storia politica Usa a ricoprire il ruolo. Intanto il tycoon ha scelto il suo ex portavoce Cheung come capo della comunicazione e Carr per guidare la Federal Communications Commission
Donald Trump continua a definire l’ossatura della sua futura amministrazione. Nel week end ha sono andate a completarsi altre due caselle per la Casa Bianca, con la nomina di Steven Cheung a capo della comunicazione e di Karoline Leavitt come portavoce.
Da ultima, in ordine di tempo, è arrivata l’indicazione di Brendan Carr per la Federal Communications Commission, l’autorità per le comunicazioni.
Chi è Cheung
Figura chiave nella sua corsa elettorale e da tempo presente nel suo staff, Cheung è stato suo portavoce nell’ultima campagna presidenziale, ma ha collaborato con il tycoon anche nelle due precedenti.
Quarantaduenne di origini cinesi, Cheung ha avuto un ruolo anche nel primo mandato di Trump.

Chi è Leavitt
Leavit con la sua nomina a 27 anni si è già guadagnata il primato di più giovane portavoce della Casa Bianca.
Cattolica e da poco mamma – ha un bimbo di tre mesi – nella scorsa campagna si è proposta come la voce di riferimento per i giovani conservatori e non.
Nonostante la sua giovane età, ha già una lunga esperienza alle spalle nella comunicazione. Durante i suoi studi al Saint Anselm College in scienze politiche è stata stagista a Fox. Dopo aver trascorso un semestre in Italia ed essersi laureata, Leavitt è sbarcata alla Casa Bianca di Trump nel suo primo mandato, lavorando fianco a fianco con Kayleigh McEnany, l’allora portavoce.
Successivamente nel 2022 ha tentato di correre per un posto al Congresso in New Hampshire: ha conquistato una primaria combattuta, ma alla fine ha perso la sua battaglia per 15.000 voti.
Ha lavorato per la repubblicana Elise Stefanik, nominata da Trump ambasciatrice all’Onu.
La campagna 2024 del tycoon è stata un trampolino di lancio. Trump l’ha definita una comunicatrice efficace: “ha fatto un lavoro fenomenale nella mia campagna”, ha scritto nella nota i annuncio. “Ho fiducia che farà un eccellente lavoro dal podio e aiuterà a diffondere il nostro messaggio”.
Carr all’autorità per le comunicazioni
Per quanto riguarda Carr, fa già parte della Fcc, nella quale è stato nominato da Trump durante il suo primo mandato.
Annunciando la sua nomina il tycoon lo ha definito nn “guerriero della libertà di parola”.
“Dobbiamo smantellare il cartello della censura e ripristinare la libertà di parola per gli americani”, le parole con cui Carr su X ha ringraziato il presidente eletto.
Carr è l’autore del capitolo sulla Federal Communications Commission per Project 2025, la controversa piattaforma di destra dalla quale Trump ha preso le distanze.













