L’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi assume la presidenza dell’Automotive European Regions Alliance in occasione della conferenza annuale che si terrà a Milano il 28 e 29 novembre prossimi. Intanto i dati mondiali sulle vendite di auto dicono che gli utenti puntano sempre di più sulle ibride e snobbano le elettriche ‘pure’
Si terrà il 28 e il 29 novembre prossimo a Milano, presso la regione Lombardia, la Conferenza Annuale Automotive Regions Alliance.
La data segna il passaggio di consegne alla guida dell’associazione, tra la presidenza uscente tenuta dalla regione spagnola della Navarra e la Lombardia, che subentrerà dal 1° gennaio 2025. Ma sarà anche un’occasione unica per approfondire i temi legati all’Automotive in chiave europea ed internazionale, in un momento storico estremamente importante e delicato per il settore e per le regioni europee che ospitano i maggiori insediamenti produttivi dell’industria automotive europea e delle filiere dell’indotto. Due giorni di lavori che si concretizzeranno in una dichiarazione congiunta che verrà presentata il 29 novembre durante la conferenza stampa finale che si terrà presso l’autodromo di Monza.
Proprio il percorso dell’autodromo ospiterà, dopo la cerimonia di chiusura, la parata delle auto storiche sulle quali saliranno i rappresentanti delle Regioni facenti parte dell’Alleanza. La sfilata è un modo per Regione Lombardia di confermare l’importanza sociale, culturale, storico ed economico che riveste nel settore.
Cos’è la Automotive European Regions Alliance
L’Alleanza delle Regioni Automotive è una rete politica di regioni impegnate a realizzare con successo la transizione dell’industria automobilistica e del relativo indotto in Europa.
L’Alleanza, che è un’iniziativa del Comitato Europeo delle Regioni, punta a riunire le aree con un tessuto industriale specializzato nel settore automobilistico e un forte indotto che intendono non solo operare attivamente per la decarbonizzazione del settore dei trasporti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal Europeo, ma anche rafforzare gli ecosistemi industriali regionali e stimolare la creazione di valore, oltre a garantire la coesione economica e sociale in tutte le regioni europee interessate dalla transizione.
Le Regioni italiane appartenenti all’Alleanza sono 9: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria. A queste si aggiungono altre 27 regioni europee dei principali Paesi del continente, Germania, Spagna e Francia, territori che, insieme, alimentano un Prodotto Interno Lordo pari a 5.000 miliardi di euro, il 34% del Pil europeo.
Una ricchiezza che si concentra soprattutto nelle regioni aderenti di Italia, Germania, Francia e Spagna. Regioni che sono anche la spina dorsale dell’industria europea e che, non a caso, messe assieme realizzano un Pil totale che è superiore dell’8,7% rispetto alla media europea.
Il ruolo di Regione Lombardia e Guidesi
La presidenza lombarda dell’Alleanza delle regioni europee dell’automotive partirà poi ufficilamente con l’inizio del nuovo anno, ma sarà operativa fin da subito. Sarà infatti il primo compito del nuovo presidente dell’Alleanza, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Guido Guidesi (nella foto), a dover pilotare l’assemblea delle regioni aderenti verso una dichiarazione congiunta che dovrà essere la più unitaria possibile.
L’obiettivo di Guidesi sarà infatti quello di trovare un punto di incontro tra anime e sensibilità diverse dei governi delle regioni aderenti. Si va da quelle dove maggiore è la concentrazione industriale, e dove è quindi maggiore anche la sensibilità agli effetti economici e sociali della crisi del settore auto, a quelle dove la densità industriale è minore, o più legata all’indotto, e dove prevalgono quindi considerazioni e proccupazioni differenti da quanti devono invece fronteggiare il rischio di chiusura o di ridimensionamento di grandi impianti.
Il contesto di mercato
Tutto questo mentre il mercato continua a sciorinare dati ambivalenti. Come evidenzia l’ultimo report della società di analisi britannica Rho Motion, specializzata sui dati dell’automotive elettrificato, nello scorso mese di ottobre le vendite mondiali di auto elettriche sono cresciute del 24% rispetto a un anno fa. Ma è un numero che non deve trarre in inganno. A spingere le vendite non sono state le elettriche pure, le auto alimentate dalle sole batterie, cresciute appena dell’11%, ma le ibride, ossia quelle che affiancano alle batterie un tradizionale motore endotermico, cresciute invece del 48% (e sono la componente di gran lunga maggiore del parco auto elettrificato mondiale).
Gli utenti mondiali continuano quindi a privilegiare le tecnologie miste, che garantiscono minori consumi e minori emissioni, ma maggiore affidabilità.
E questo in tutti i continenti: dalla Cina, dove la stessa Byd vende più ibride che elettriche pure, agli Stati Uniti. E’ in questi due mercati che si radica la crescita di vendite registrata in ottobre. L’Europa, per parte sua, è ancora in fondo al tunnel e anche a ottobre ha visto le vendite di auto elettriche calare rispetto all’anno precedente.












