In margine al Forum WPP, la country manager Simona Maggini e il chairman Massimo Beduschi hanno parlato dei trend del mercato e dell’andamento delle attività nel nostro Paese. Per il 2025 attesa una crescita degli investimenti in adv più moderata che nel 2024. Focus sui ‘plus’ del nuovo modello organizzativo e sull’effetto moltiplicatore sulla qualità della consulenza garantito dall’intelligenza artificiale.
Gli affari di WPP vanno bene in Italia. In margine alla mattinata di dibattiti e interventi del 13° Forum WPP-TEHA/Ambrosetti, venerdì 22 novembre a Milano, Simona Maggini (Country Manager di WPP Italia) e Massimo Beduschi (Chairman) hanno fatto anche il punto sull’andamento del gruppo nel nostro Paese.
Sullo sfondo la importantissima vittoria nella gara globale di Amazon, i due manager hanno ricordato come il 2024 sia stato un anno molto positivo per le attività italiane, con alcune importanti e strategiche difese di clienti attivi e qualche acquisizione di budget molto significativa. In primo piano quella di Generali Assicurazioni (VML e AKQA come nuovo partner strategico e creativo globale), nonché un altro ‘colpo’ in via di ufficializzazione di un big del settore mobility.

WPP Italia chiuderà l’anno con un tasso di crescita dei propri ricavi superiore all’andamento del mercato, che in questo momento i principali osservatori stimano vicina al 6%. Fisiologico per il mercato dell’adv sarà invece l’anno prossimo, secondo Maggini e Beduschi, un ridimensionamento del saldo positivo degli investimenti. I due manager pensano ad una forbice positiva tra l’1,5% ed il 2%, in un contesto in cui rispetto all’anno ‘pari’ appena passato in giudicato, mancherà l’apporto ‘straordinario’ dei grandi eventi sportivi. Nell’anno in corso, vale la pena ricordarlo, ci sono state Olimpiadi e Europei di calcio; e poi c’è stato l’effetto Sinner, per non dire che molte compagini Nazionali di vari sport hanno ottenuto successi eclatanti in tutti i vari appuntamenti agonistici.
Rimane poi da capire, in tema 2025, ha rimarcato Beduschi, che piega prenderà – considerati i riflessi ampi sull’andamento dell’intero sistema industriale (oltre che pubblicitario) – l’andamento del settore automotive, che dopo una buona partenza nella prima parte dell’anno, sostenuta anche da incentivi governativi, ha poi nettamente frenato la sua corsa. Grande attenzione in WPP e GroupM anche per il retail media, ma con un orizzonte di sviluppo, ha segnalato Beduschi, inevitabilmente caratterizzato dalla estrema frammentazione della nostra distribuzione tradizionale.

Il modello si aggiorna, l’AI è un superpotere
Maggini ha sottolineato che ai ‘numeri’ del gruppo, all’insegna dell’integrazione – oltre all’apporto storico e solido del media – concorrono in maniera abbastanza equilibrata tutte le varie componenti e ‘mestieri’, e che nel 2025 dovrebbe essere totalmente finalizzato e assorbito anche il processo di rimodulazione del modello di servizio definito alcuni mesi fa a livello internazionale. La country manager ha sottolineato la continuità di risultati di Ogilvy, la fusione riuscita VML, il ruolo sempre più importante sul versante produzione di Hogarth, ma anche la ‘chicca’ Axicom, l’agenzia di PR specializzata nel settore FinTech.
Anche l’assetto italiano di WPP quindi è definito, con sei grandi sigle operative, e cioè AKQA, Ogilvy, VML, Hogarth, GroupM e Burson. Il processo di trasformazione di GroupM continua, ma senza grandi sovvertimenti. Per Maggini e Beduschi il 2025 funzionerà da banco di prova finale per mettere a frutto i benefici del nuovo modello. Maggini ha sottolineato come WPP stia investendo grandi risorse sull’intelligenza artificiale, “un superpotere che possiamo mettere al nostro servizio per moltiplicare il valore della nostra consulenza”











