Matteo Salvini (Foto LaPresse)

Maggioranza battuta su canone Rai. Fi come opposizioni. P. Chigi: non giova

Condividi

Maggioranza battuta in Commissione bilancio al Senato sul dl fisco. L’emendamento Bergesio (Lega) che prevedeva la riduzione del canone da 90 a 70 euro è stato respinto con 12 voti contro 10.

Sul taglio del canone Rai il governo è uscito battuto in commissione Bilancio al Senato. Il governo, rappresentato dalla sottosegretaria al Mef Lucia Albano, aveva dato parere favorevole sull’emendamento presentato dalla Lega. Al momento del voto, i due rappresentanti di Forza Italia, Claudio Lotito e Dario Damiani, hanno votato contro insieme all’opposizione, facendo prevalere i No per due voti. L’emendamento, come detto, è stato quindi respinto con 12 voti contrari, contro 10 favorevoli.

P. Chigi: inciampo che non giova a nessuno

“Il Governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà. L’inciampo della maggioranza sul tema del taglio del canone Rai non giova a nessuno”. Così, secondo le agenzie di stampa, fonti di Palazzo Chigi dopo il voto in Commissione bilancio sull’emendamento al dl fisco relativo al canone Rai che ha visto la maggioranza andare sotto.

Lega: Spiace per il voto Fi

“Bocciato dalla commissione Bilancio il taglio del Canone per tutti gli italiani. Il governo aveva dato l’ok per il taglio del canone Rai. Uno sconto di 20 euro per 20 milioni di abbonati fra cui milioni di famiglie povere. Purtroppo per Pd, M5S Italia Viva e sinistra evidentemente uno sgravio per le famiglie non era utile e in commissione hanno votato contro. Spiace notare che al loro voto si è aggiunto il voto di Forza Italia e l’emendamento è stato respinto per due voti”. Così il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini. “La Lega – assicura – continuerà a sostenere ogni iniziativa per ridurre le tasse per famiglie e imprese, chi, come la sinistra, a parole dice di voler aiutare i poveri ma al voto la pensa diversamente sia almeno sincero nei confronti dei cittadini”. “Una cosa deve essere chiara: i cittadini ci hanno votati per tagliare le tasse, non per metterle. Ed è in questa direzione che va il voto di oggi della Lega, assieme a Fdi, per il taglio del canone Rai. Se la tassa più odiata dagli italiani non sarà abbassata, si faranno delle domande e ne trarranno le dovute conclusioni”. Così i parlamentari della Lega componenti della commissione Vigilanza Rai Giorgio Maria Bergesio, Ingrid Bisa, Stefano Candiani, Elena Maccanti, Clotilde Minasi, ed Elena Murelli.

Salvini: meno tasse ma canone non è nostra attività centrale

“Stiamo lavorando per abbassare le tasse, il canone Rai è una di queste, ma non è la nostra attività centrale. Abbassare il costo del canone è da sempre un obiettivo non della Lega ma del centrodestra. Forza Italia non lo vuole? Mi dispiace per gli italiani. Ma se sarà così, lavoreremo su altri fronti”.
Così il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando a Rtl 102.5.
Con FI “non c’è nessuno scontro”, ha aggiunto, commentando i titoli dei giornali.
“Se uno vive di Corriere e Repubblica, vive in una dimensione parallela”.

Bergamini (FI): scelta di coerenza

“Nessun terremoto, nessuno scuotimento, nessun cambio di grammatica nel confronto con gli alleati, ma semplicemente una scelta di coerenza”. Così in una nota Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia, ha commentato il voto contrario al taglio del Canone Rai. “E’ del tutto in linea con una posizione nota da tempo ed espressa con molta chiarezza, che risponde alla nostra visione di politica fiscale e degli obiettivi”, ha aggiunto.
“La compensazione di questo intervento avrebbe richiesto circa 430 milioni per consentire al servizio radio televisivo pubblico di funzionare. Preferiamo lavorare di prospettiva, impiegando semmai quella somma per il taglio delle tasse. Forza Italia ha posto sul tavolo del centrodestra l’obiettivo della riduzione dell’aliquota Irpef, ampliando la platea dei beneficiari. E’ una scelta politica che rivendichiamo. Illusioni ottiche sullo spostamento delle risorse che ben poco beneficio portano alle tasche dei cittadini non rientrano in una buona politica liberale”, ha concluso.

Lupi: il governo non cade per un emendamento bocciato

“Non mi sembra che il canone della Rai sarà l’elemento che manderà in crisi il governo. È una battaglia della Lega, sia noi che Forza Italia abbiamo detto che il tema non sono i 20 euro ma è il servizio pubblico”. Lo ha detto il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, ospite al programma Start di Sky Tg24.
“Le dichiarazioni di Salvini di prima – ha proseguito – anticipavano una dinamica parlamentare su una diminuzione o stabilizzazione di venti euro l’anno, nemmeno due euro al mese del Canone Rai. Sul tema di dove prendere le risorse per finanziare il servizio pubblico non cade un governo e non si divide la maggioranza. La Lega aveva fatto di questa battaglia un suo fiore all’occhiello, non è andata come voleva”. “In questo senso, non essendo una questione fondamentale, ognuno si assumerà le sue responsabilità”, ha concluso Lupi.

Floridia (M5S): maggioranza in frantumi, prende in giro italiani

“La spaccatura sul canone Rai dimostra che questa maggioranza è in frantumi e che non ha alcuna visione né alcun progetto sul Servizio Pubblico. Con questo atteggiamento da un lato si mette in difficoltà la Rai e si espone l’Italia al rischio di sanzioni europee; dall’altro Meloni e Salvini prendono in giro i cittadini fingendo di volere la riduzione di una tassa quando in realtà si trattava del solito gioco delle tre carte perché la copertura era la fiscalità generale, cioè soldi presi sempre dalle tasche degli italiani. In tutto questo Giorgia Meloni dà un contentino alla Lega votando con loro ma sapendo benissimo che il taglio non sarebbe passato: oltre agli italiani prende in giro pure i suoi stessi alleati “. Così la senatrice M5S Barbara Floridia, presidente della commissione di vigilanza Rai.

Braga (Pd): governo confuso e diviso, litigano su tutto

“Un governo confuso e diviso viene bocciato in commissione sul canone Rai. Litigano su tutto e non si occupano dei problemi veri delle persone. Intanto oggi si divideranno anche in Europa: l’unico motivo per stare insieme è il potere, non l’interesse del Paese”. Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Usigrai: Rai ostaggio dei partiti e del governo su vertici e risorse

Un’azienda bloccata dai veti dei partiti. Un vertice aziendale che non ha ancora la presidenza, la maggioranza che fa braccio di ferro sul canone e si spacca in commissione bilancio del Senato, la manovra finanziaria, contrariamente a quanto previsto dal Media Freedom Act Europeo sull’indipendenza delle risorse per il Servizio Pubblico Radiotelevisivo, interviene chiedendo di tagliare per legge le spese sul personale Rai. Così una nota Usigrai. Non una parola e nemmeno una vera iniziativa per superare lo stallo in cui hanno portato l’Azienda. LA Rai trasformata nel campo di battaglia dove regolare i conti tra i partiti della maggioranza è uno spettacolo indecoroso e pericoloso allo stesso tempo, per gli oltre 10mila dipendenti e per i cittadini a cui quotidianamente sono garanti informazione e intrattenimento a livello nazionale e regionale su tutto il Paese. Un presidio di democrazia al servizio della comunità nazionale che rischia, in questo gioco dei veti incrociati, di pagare un prezzo altissimo in termini credibilità e efficienza. Serve un passo in avanti da parte di tutti per uscire dallo stallo. Si metta da parte la logica della spartizione e si fissino i paletti della riforma con tempi certi per l’approvazione della nuova legge che garantisca autonomia dei vertici e delle risorse economiche, in linea con il regolamento Europeo sui Media che ad agosto del nuovo anno diventerà operativo. Conclude la nota.

Matteo Salvini (Foto LaPresse)