Il TAR del Lazio ha sospeso in via cautelativa il nuovo Tax Credit per l’audiovisivo, accogliendo il ricorso di alcune società di produzione, riporta l’ANSA. La sospensione vale per il decreto, approvato dopo mesi di polemiche in Agosto dal Ministero della Cultura, e per tutti i relativi atti, precedenti o successivi, compresi i relativi decreti direttoriali. La norma, che regola il funzionamento del credito d’imposta a sostegno del settore audiovisivo, aveva sollevato dibattiti e polemiche soprattutto tra i piccoli operatori della produzione cinematografica, da cui il ricorso al tribunale del Lazio.
L’udienza per valutare nel merito il ricorso è stata fissata per il 4 Marzo 2025. Fino ad allora, il decreto dovrebbe essere sospeso, anche se una nota rilasciata in serata dal MIC rimarca come l’efficacia dovrebbe comunque rimanere in pieno fino alla data dell’udienza. Resta quindi il dubbio sull’effettiva interpretazione della decisione del TAR.
Manzi (PD): “la riforma è un pasticcio, si faccia dietrofront”.
Non si fanno attendere le reazioni dell’opposizione, con Irene Manzi, capogruppo dem alla Commissione Cultura della Camera che lancia un pesante appello a governo e ministero: “si torni indietro sulla riforma del tax credit cinema, un pasticcio che sta gettando nel caos l’industria audiovisiva italiana. La manovra di bilancio può essere l’occasione giusta per assumersi le proprie responsabilità e non perseverare nell’errore. È evidente a tutti che questa riforma e l’accanimento ideologico contro un settore che rappresenta un’eccellenza italiana. Giuli smetta di far finta di nulla e dia un segnale concreto”.











