Irena, per target 1,5 gradi servono 31.500 miliardi di dollari

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I piani e gli obiettivi attuali di decarbonizzazione degli stati del mondo possono generare solo metà della crescita delle fonti rinnovabili al 2030 necessaria per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali. Gli investimenti in fonti rinnovabili, reti intelligenti, efficienza energetica e stoccaggi di elettricità devono aumentare drasticamente per permettere il raggiungimento degli obiettivi sulle rinnovabili e l’efficienza, arrivando a 31.500 miliardi di dollari fra il 2024 e il 2030. Lo scrive l’Irena, l’agenzia internazionale per le rinnovabili, nel suo “World Energy Transitions Outlook 2024”.

Il rapporto spiega che gli investimenti sulle rinnovabili sono in genere in aumento, ma rimangono concentrati in pochi paesi, lasciando indietro molto del Sud globale. Inoltre, con oltre il 70% della fornitura energetica, i combustibili fossili continuano a dominare il mix energetico in molte delle economie maggiori, quelle che emettono più CO2. Per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi, secondo Irena il G20 deve triplicare al 2030 la sua capacità rinnovabile installata, raggiungendo 9.400 Gigawatt, e deve espanderla di sette volte al 2050 rispetto al 2023, arrivando a 24.900 GW.

Per Francesco La Camera, direttore generale dell’Irena, “un accordo su un nuovo obiettivo di finanza climatica alla Cop29 è decisivo per garantire una giusta transizione, sostenere l’investimento nel Sud globale e dare la possibilità ai paesi di aumentare le loro ambizioni sugli NDC, gli obiettivi di decarbonizzazione nell’ambito dell’accordo di Parigi. L’obiettivo di 1,5 gradi dipende dagli sforzi dei paesi del G20. I loro NDC devono essere all’altezza degli impegni globali di triplicare la potenza rinnovabile e raddoppiare l’efficienza energetica al 2030”.

Nello scenario dell’Irena per rimanere entro 1,5 gradi, le fonti rinnovabili devono generare il grosso del mix energetico, arrivando nel 2030 al 68% della produzione elettrica e nel 2050 al 91%. I combustibili fossili devono scendere dalla quota attuale del 61% della generazione elettrica al 24% nel 2030 e al 4% nel 2050.