Matteo Fedeli (Foto Ansa)

Ai deprime il potenziale del diritto d’autore generato da esseri umani, va regolamentata

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L’intelligenza artificiale è uno strumento per “aumentare il potenziale degli esseri umani”, ma al tempo stesso “bisogna fare grandissima attenzione al fatto di non esserne sopraffatti”.

Lo ha detto Matteo Fedeli, direttore generale della Siae, alla presentazione – oggi a Roma ripreso da Adnkronos – del XV Rapporto Civita intitolato ‘Next gen ai opportunità e lati oscuri dell’intelligenza artificiale nel mondo culturale e creativo’.

“La tecnologia, e lo abbiamo visto con internet, – ha spiegato – non va ostacolata, è impossibile. E’ un grande valore”. Il punto, secondo Fedeli, è che “va utilizzata nel modo giusto”. Per questo motivo, l’intelligenza artificiale “va regolamentata. Ben venga l’AI Act che sicuramente è stato un primo passo importante a livello europeo”.

La sfida “generazionale” è quella di cercare di mantenere la creatività antropocentrica”, ha sottolineato Fedeli. Lasciare che questa tecnologia entri senza regole nella sfera della cultura può comportare il pericolo “di danneggiare il sistema creativo che è il motore del nostro sistema culturale. E’ di pochi giorni fa – evidenzia Fedeli – ed è stato annunciato oggi, un rapporto che ha fatto la Confederazione internazionale delle Siae, la Cisac. Stima, da adesso ai prossimi cinque anni, una perdita potenziale del diritto d’autore generato da esseri umani: parliamo di una cifra che è intorno ai 20 miliardi di dollari a livello mondiale, circa il 20% di quello che vale oggi l’industria”.

“Il parallelo più vicino che mi viene per una tecnologia così dirompente – conclude Fedeli – è quello non della fissione ma della fusione nucleare. Se ci pensiamo gli esseri umani hanno fatto una prima fusione nucleare artificiale negli anni ’50 del secolo scorso. Il problema è stato che la prima applicazione non è stata esattamente delle migliori dal punto di vista etico. Si decideva di far scoppiare gli atolli nel sud del Pacifico con una potenza dirompente che ancora oggi è diciamo uno spettro per tutto il mondo”. Ora, ha ricordato il direttore generale della Siae, “stiamo studiando dei reattori nucleari che produrranno potenzialmente energia pulita”.