Qualcosa di buono c’è, ma noi siamo già oltre sembra dire il ceo della società parlando con la politica a Washington. E chiede più investimenti
Superato l’iniziale shock per il terremoto DeepSeek, OpenAi parte al contrattacco. E dopo le accuse di furto di proprietà intellettuale – con la Casa Bianca a dar man forte -, è stato l’ad Sam Altman a fare le pulci al nuovo modello di intelligenza artificiale della concorrente cinese.
“Decisamente sopravvalutata”
“Hanno fatto un paio di cose buone, ma nel complesso è stata decisamente sopravvalutata. Questo è un modello che ha un livello di capacità che avevamo tempo fa”, ha detto Altman intervenendo a un evento a Washington.
Per Altman l’occasione però è stata propizia per sottolineare l’importanza di continuare a investire in modo significativo nell’infrastruttura fisica che serve allo sviluppo dell’AI.
Un assist a favore di Stargate, l’iniziativa per l’AI annunciata da Donald Trump, che coinvolge anche SoftBank e Oracle. DeepSeek – ha detto ancora, secondo quanto riferito dai media americani – mostra che è una buona cosa continuare sulla strada negli investimenti negli Stati Uniti.
Round di finanziamenti
Secondo il Wall Street Journal OpenAi si sta proprio muovendo in quella direzione. La società sarebbe in trattative per raccogliere ulteriori 40 miliardi di dollari di fondi, con una valutazione che ora è salita a 340 miliardi, praticamente il doppio di quanto calcolato lo scorso ottobre.
E in trattativa ci sarebbe Softbank che potrebbe investire fra i 15 e i 25 miliardi.


















