Dopo i colloqui in Arabia Saudita i rapporti tra Ucraina e Usa hanno registrato lo scontro acceso tra i due presidenti. Ricalcando la propaganda russa, Trump ha accusato falsamente Kiev di aver iniziato la guerra e contestato a Zelensky di non aver indetto elezioni. Trovando poi una sponda anche in Musk
“Vive in una bolla di disinformazione russa”. Un “dittatore mai eletto”, “un comico mediocre” che “rifiuta di indire elezioni”. Sono alcuni dei passaggi dello scontro verbale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Donald Trump, innescato dopo il vertice che il Arabia Saudita ha visto confrontarsi Usa e Russia sul futuro dell’Ucraina e non solo. Senza coinvolgere altri a cominciare proprio da Kiev.
Zelensky nel mirino di Trump
“E’ molto giù nei sondaggi ucraini e l’unica cosa in cui è stato bravo è l’aver suonato Biden come un violino”, ha attaccato ancora Trump su Truth, dopo aver accusato falsamente il presidente ucraino di aver iniziato la guerra con Mosca. Da qui la replica di Zelensky che ha citato la manipolazione della propaganda russa.
In presidente americano non è nuovo ad attacchi di questo genere contro Zelensky. Già in passato lo aveva definito sarcasticamente come “il miglior piazzista sulla terra: ogni volta che viene in Usa se ne va con 60 miliardi”. Ma mai aveva sferrato un attacco così violento, col rischio di compromettere i negoziati per la pace appena iniziati che ha promesso di condurre salvaguardando anche gli interessi di Kiev.
Cosa è successo dopo i colloqui in Arabia
Trump continua a ripetere la narrativa russa. Martedì sera nello Studio Ovale il tycoon ha risposto alle critiche di Zelensky per non essere stato invitato ai colloqui a Riad tra americani e russi, suscitando quello che un gongolante Vladimir Putin ha liquidato come una “inappropriata reazione isterica”.
“Be’, sei stato lì per tre anni. Avresti dovuto chiuderla dopo tre anni. Non avresti mai dovuto iniziarla. Avresti potuto fare un accordo”, lo ha rimproverato. Quindi si è lamentato del fatto che in Ucraina non ci sono state elezioni per la legge marziale, sostenendo (anche qui falsamente) che la popolarità di Zelensky è “al 4%”.
Il giorno dopo il presidente ucraino ha provato a tenergli testa: “Sfortunatamente, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader del popolo americano, che ci ha sempre sostenuto, vive in questo spazio di disinformazione”, ha accusato, contestandogli inoltre di aver “aiutato Putin a uscire da anni di isolamento”, con un “impatto non positivo sull’Ucraina”.
Zelensky ha anche rintuzzato il dato sul suo scarso indice di gradimento, facendo riferimento a un recente sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology secondo cui non è mai sceso sotto il 50% ed è ora al 57%.
Su Truth, ricostruisce Ansa, l’attacco non si è fermato. “Pensateci, un comico di modesto successo, Volodymyr Zelenskyy, ha convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti e ‘Trump’, non sarà mai in grado di risolvere”, ha esordito il tycoon, sostenendo falsamente che gli Usa “hanno speso 200 miliardi di dollari in più dell’Europa” e che il leader ucraino “ammette che metà dei soldi che gli abbiamo inviato sono mancanti”.
“Dittatore senza elezioni, Zelensky farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà un Paese”, lo ha minacciato, vantandosi che sta “negoziando con successo la fine della guerra con la Russia”, accusando l’Europa di aver “fallito nel tentativo di portare la pace” e il presidente ucraino di voler “probabilmente mantenere in funzione il treno della cuccagna”.
L’assist da Musk
Sul tema delle elezioni in Ucraina è intervenuto anche Elon Musk. “Zelensky non può affermare di rappresentare la volontà del popolo ucraino a meno che non ripristini la libertà di stampa e smetta di cancellare le elezioni!”, ha scritto il miliardario, commentando un post – condiviso sul suo profilo – di ‘Rapid Response 47’, un account della Casa Bianca.
“In America – si legge nel post – teniamo elezioni presidenziali ogni quattro anni, anche in tempo di guerra. Abbiamo tenuto elezioni durante la guerra civile. Abbiamo tenuto elezioni durante la seconda guerra mondiale. Prima che il presidente Zelenskyy decida di fare di nuovo la predica al presidente americano, dovrebbe tenere elezioni anche lui”.











