Dopo l’accordo per il catalogo Mgm, Amazon ora ha in capo il controllo creativo della serie sull’agente segreto. E oltre al film potrebbero arrivare anche spinoff per lo streaming
Non solo il catalogo, ora anche il “controllo creativo” di James Bond passa sotto Amazon Mgm Studios.
Il cambio è arrivato dopo il passo indietro degli eredi dell’italo-americano Albert Broccoli, che negli anni Sessanta portò i romanzi di Ian Fleming sul grande schermo.
Film e spin-off per lo streaming
Amazon ha interessi finanziari in James Bond fin dal 2022, quando pagò 8,5 miliardi di dollari per il vasto catalogo di Mgm in un accordo che includeva i diritti per la distribuzione di tutti i film sulla spia al servizio di sua maestà.
Da ora in poi ne deciderà il futuro creativo, destinato a passare non solo di film per il grande schermo ma anche da produzioni per il mercato dello streaming, come gli spin-off, seguendo l’esempio di Disney+ con l’universo di Star Wars.
Sarà quindi Amazon a decidere chi sostituirà Daniel Craig nei panni di 007, dopo che sono passati ben quattro anni dall’ultimo film della saga, ‘No Time to Die’.
Anzi. Bezos non ha perso tempo e sul suo canale Instagram ha aperto un sondaggio informale sul sostituto. “Chi scegliereste come prossimo 007?”, ha chiesto Bezos ai suoi 4,3 milioni di follower.
Il ruolo degli eredi di Broccoli
I produttori Barbara Broccoli e il fratellastro Michael Wilson, con la loro società Eon productions fondata a Londra nel 1961, “rimarranno come comproprietari” in una nuova joint venture, si legge in un comunicato, senza però più prendere le decisioni che contano.
Secondo le indiscrezioni pubblicate a dicembre dal Wall Street Journal, dietro le quinte ci sarebbe stata una faida aperta fra Broccoli e Amazon, così profonda da bloccare di fatto l’uscita del nuovo film, in uno scontro tra la vecchia Hollywood del XX secolo e la nuova guardia dell’entertainment dominata dalle aziende della Silicon Valley.











