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Troppi inutili comunicati e conferenze noiose: il (complicato) rapporto tra giornalisti e PR

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Nel rapporto tra PR e giornalisti e-mail e CS centrali affiancate da piattaforme collaborative

Mediaddress ha presentato i risultati della terza edizione della ricerca “The Eye of Journalists on PR”, condotta nei mesi di novembre e dicembre 2024. Lo studio ha coinvolto oltre 750 giornalisti europei, selezionati tra i 75.000 professionisti censiti da Mediaddress in Italia, Francia e Spagna.

I giornalisti intervistati hanno fornito complessivamente oltre 30.000 risposte a un set di 37 domande, affrontando temi legati alla loro attività quotidiana, al rapporto con gli uffici stampa e all’utilizzo delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e gli aggregatori di comunicati stampa.

La prima parte della ricerca evidenzia gli insights più significativi e le variazioni rispetto alle edizioni precedenti. La seconda parte, disponibile su mediaddress.com a partire dal 6 marzo 2025, riporta il report completo con tutte le risposte, in forma aggregata, sia a livello europeo che per singolo Paese.

“The Eye of Journalists on PR” (PDF)

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Le sfide e le opportunità nella relazione tra giornalisti e uffici stampa

Lo studio mette in luce le principali criticità e opportunità che caratterizzano il rapporto tra giornalisti e uffici stampa in Europa.

Il comunicato stampa si conferma uno strumento chiave per la comunicazione aziendale, ma la sua efficacia è spesso compromessa da targetizzazioni imprecise e contenuti poco curati. La maggior parte dei giornalisti continua a preferire l’e-mail come canale di contatto principale, ma la rilevanza e la qualità dei comunicati ricevuti giocano un ruolo determinante nel loro impatto.

Per gli uffici stampa, diventa quindi essenziale adottare un approccio più strategico e mirato, per evitare di essere percepiti come irrilevanti o addirittura intrusivi.

Alcuni dati del Report

L’email resta il canale principale

La preferenza dei giornalisti per l’email come canale di contatto si conferma anche quest’anno, con il 94% delle preferenze, mantenendo lo stesso dato della precedente ricerca. Al contrario, si registra un calo significativo nel numero di giornalisti che preferiscono essere contattati telefonicamente: il dato è quasi dimezzato, con una riduzione del 13% rispetto all’anno precedente.

Nonostante il 33% degli intervistati riconosca l’utilità delle piattaforme social nella diffusione dei comunicati stampa, solo il 12% gradisce essere contattato direttamente tramite social network o app di messaggistica istantanea da parte degli uffici stampa.

L’uso dei social network cresce tra i giornalisti

L’utilizzo quotidiano delle piattaforme social da parte dei giornalisti è in forte crescita in tutti i paesi analizzati. Instagram registra un aumento del 35%, WhatsApp cresce del 24%, LinkedIn e Facebook aumentano del 25%, mentre X (Twitter) segna un incremento del 21%.

Osservando i dati per singolo paese emergono tendenze interessanti. In Spagna X si posiziona come il secondo social più utilizzato con un 71% di preferenze, mentre in Francia il primato va a LinkedIn, scelto dal 67% dei giornalisti. Si registra anche un primo utilizzo significativo di Telegram, mentre TikTok comincia ad apparire nel radar dell’analisi.

Foto di Fabian Friedrich su Unsplash
Foto di Fabian Friedrich su Unsplash

Le conferenze stampa perdono appeal

Sebbene non siano scomparse, le conferenze stampa registrano un calo di interesse. La percentuale di giornalisti che le frequenta spesso cala di oltre il 10%. Diminuisce del 10% anche il numero di giornalisti che le considera utili. Questo dato suggerisce una necessità di ripensare il formato e le modalità di organizzazione di questi eventi per renderli più attraenti e funzionali.

Troppi comunicati stampa: un problema crescente

Il 51% dei giornalisti riceve tra 30 e 50 comunicati stampa al giorno, mentre il 33% ne riceve meno di 30 e il 16% ne riceve addirittura più di 100.

Nonostante questa mole di informazioni, solo il 30% degli intervistati dichiara di non leggere i comunicati per mancanza di tempo. La principale causa di scarto dei comunicati stampa è la loro scarsa pertinenza. Il 73% non è rilevante per il destinatario, il 51% è inutile per il proprio lavoro, il 45% non suscita interesse. Questo evidenzia un problema strutturale nella targetizzazione da parte degli uffici stampa, che inviano comunicati a destinatari non adeguati.

Comunicati stampa poco utili

Uno dei dati più significativi della ricerca riguarda l’efficacia dei comunicati stampa. Il 90% dei giornalisti trova utile meno della metà dei comunicati letti.

Ancora più critico, quasi il 70% dei giornalisti ritiene utile meno di un comunicato su tre, mentre un 37% degli intervistati sostiene di non trovarne nemmeno uno su dieci realmente utile.

Oltre alla scarsa targetizzazione si evidenzia quindi un problema di qualità dei contenuti, che necessitano di maggiore cura nella loro elaborazione.

Le principali criticità segnalate dai giornalisti

I giornalisti intervistati hanno identificato tre principali criticità che compromettono l’efficacia dei comunicati stampa.

Il primo problema è l’eccesso di contenuti irrilevanti. Il 77% dei giornalisti dichiara che la propria casella email è inquinata da comunicati non pertinenti o addirittura classificabili come spam. Il 55% ritiene che i titoli siano fuorvianti, spesso studiati per forzare l’apertura del messaggio senza offrire reale valore.

Il secondo problema riguarda la qualità del contenuto. Il 65% dei giornalisti trova le informazioni spesso incomplete e il 42% lamenta un tono eccessivamente promozionale, poco adatto a una comunicazione informativa efficace.

Il terzo problema è legato al tempismo e alla reattività. Il 21% segnala che i comunicati stampa vengono inviati troppo tardi rispetto agli eventi che dovrebbero annunciare, mentre il 30% lamenta una scarsa tempestività nelle risposte degli uffici stampa alle richieste di approfondimento.

Scarsa familiarità con le tecnologie AI

Il 53% dei giornalisti intervistati dichiara di avere poca o nessuna familiarità con le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, mentre solo l’8% afferma di conoscerle bene. Questo dato risulta sorprendente, poiché la scarsa dimestichezza con l’AI non riguarda solo le generazioni più anziane, ma si riscontra anche tra i giovani giornalisti under 30.
L’80% degli intervistati ritiene che il settore giornalistico sia poco o per nulla pronto ad affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale. A conferma di questa percezione, il 72% afferma di non aver mai ricevuto una formazione specifica sull’uso di queste tecnologie.
Gli utilizzi più diffusi dell’AI nel giornalismo
Tra coloro che già utilizzano strumenti basati sull’AI, le applicazioni più comuni riguardano la raccolta e l’analisi dei dati, il supporto alla scrittura e la creazione di immagini o video. L’AI più utilizzata è ChatGPT, scelta dal 48% dei giornalisti che ne fanno uso.

Il ruolo dell’innovazione tecnologica: AI e aggregatori di comunicati stampa

L’intelligenza artificiale, pur suscitando qualche scetticismo, rappresenta una grande opportunità per giornalisti e uffici stampa, ottimizzando il loro lavoro e permettendo una gestione più rapida ed efficace delle informazioni. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie richiede formazione e un cambio di mentalità: chi saprà sfruttare al meglio questi strumenti avrà un vantaggio competitivo nel settore delle media relations.

Verso un ecosistema integrato per le media relations

Le media relations stanno evolvendo verso un ecosistema più integrato, in cui strumenti tradizionali come l’e-mail e il comunicato stampa manterranno la loro centralità, ma dovranno essere affiancati da piattaforme collaborative avanzate.

Queste piattaforme aiuteranno gli uffici stampa a distribuire in modo più mirato i contenuti e permetteranno ai giornalisti di individuarli e gestirli in maniera più semplice ed efficace.

Mediaddress e Windpress

Mediaddress e Windpress sono due strumenti che, nel corso degli anni, hanno saputo evolversi per rispondere alle esigenze di un settore in trasformazione, combinando l’esperienza con le più innovative tecnologie basate su AI.

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