L’agenzia, esclusa da alcuni eventi dopo caso ‘Golfo del Messico’, non trova l’appoggio in tribunale per la revoca del bando. E la Casa Bianca rincara la dose: media fake news responsabili delle loro bugie. Parlare con il presidente “non è un diritto”
“Porre domande al presidente degli Stati Uniti nello Studio Ovale e a bordo dell’Air Force One è un privilegio concesso ai giornalisti, non un diritto”.
Sono le parole con cui la Casa Bianca è tornata a commentare la vicenda che da più di una settimana ha per protagonista l’Associated Press, esclusa da alcuni eventi per la scelta di continuare a utilizzare il nome ‘Golfo del Messico’ al posto del trumpiano ‘Golfo d’America‘.
Un bando imposto dall’amministrazione Usa che è arrivato anche in tribunale incontrando però il rifiuto di un giudice federale che ha respinto la richiesta di revoca arrivata dall’agenzia.
“Rimaniamo fedeli alla nostra decisione di ritenere le Fake News responsabili delle loro bugie e il presidente Trump continuerà a garantire un livello di accesso alla stampa senza precedenti”, ha continuato nel suo attacco la Casa Bianca.
“Questa, la conclusione, è l’amministrazione più trasparente della storia”.













