Nonostante la maggior parte dei comparti dell’impero Murdoch stiano registrando buone performance, le dispute interne alla famiglia fanno pensare a scenari futuri poco brillanti in cui i dissapori tra i figli maggiori di Rupert potrebbero portare alla vendita delle singole attività.
Claire Enders, analista aziendale che studia l’impero Murdoch da 40 anni, ravvede poca logica negli ultimi sviluppi delle dispute famigliari tra i primi 4 figli di Rupert: Prudence (1958), Elisabeth (1968), Lachlan (1971) e James (1972).
La gestione futura del gruppo alla base della causa legale
Nel 1999 Il tycoon australiano creò un trust irrevocabile che stabiliva che a ciascuno dei figli nati dai suoi primi due matrimoni dovesse spettare una equa spartizione dell’impero da lui guidato.
Nel settembre 2023 tuttavia il magnate cambiò idea e annunciò, a 92 anni, di volersi dimettere dalla carica di guida sia della società madre di Fox News che delle sue partecipazioni mediatiche di News Corp destinando Lachan a prendere il suo posto.
Lo scorso dicembre però i giudici di Reno, in Nevada, a cui si erano rivolti James e le due sorelle contro la decisione del padre, hanno emesso una sentenza favorevole a loro, accusando Rupert e Lachlan di avere agito in cattiva fede.

Il “Progetto Armonia Familiare”: il piano di Rupert e la guerra interna
Il processo si è svolto in segreto, ma è stato seguito da una inchiesta sul New York Times e da una corposa intervista a James Murdoch su The Atlantic, da cui sono emersi particolari significativi.
Innanzitutto il piano del magnate australiano di diseredare tre dei suoi figli maggiori – definiti “i figli obiettori” in tribunale e accusati di essere “bambini bianchi privilegiati e miliardari grazie a fondi fiduciari” – è stato soprannominato “Progetto Armonia Familiare”. L’argomento portato in tribunale da Rupert è la paura del cambiamento dell’orientamento politico che i tre figli “liberal” imporrebbero a Fox News, – di cui criticano soprattutto la copertura negazionista del tema della crisi climatica – , determinandone il crollo degli ascolti e di conseguenza del valore in borsa.
Inoltre il quartogenito James definisce il padre “misogino” e lo accusa di non riconoscere le doti manageriali delle sue sorelle; quanto a Lachlan emergono dagli articoli le sue tendenze conservatrici, sempre più spostate verso destra, in sintonia con quelle del padre – che ha smesso di credere “nell’immigrazione come fonte di industria e di ingegno” – e della nuova amministrazione Trump.
La vendita dell’impero: un futuro incerto
Con l’avvicinarsi della scadenza del trust familiare nel 2030 e la recente sentenza del tribunale la visione di Michael Wolff, uno dei biografi di Murdoch e autore di The Fall: The End of the Murdoch Empire, sembra sempre più realistica: l’impero media dal valore complessivo di 43 miliardi potrebbe essere destinato ad un crollo imminente, con il licenziamento di Lachlan – oggi presidente esecutivo di Nova Entertainment, presidente di News Corp (The Wall Street Journal, New York Post, The Times) e presidente esecutivo e ceo di Fox Corporation – e la vendita delle sue principali proprietà e la dissoluzione della sua influenza politica.
Fox Corporation e Dow Jones: le attività più appetibili
Tra le possibili vendite strategiche c’è innanzitutto quella di Fox News, che, nonostante stia ancora affrontando due dispute legali per diffamazione rispettivamente da 2,7 miliardi di dollari e da 787,5 milioni da parte di due aziende tecnologiche accusate di aver falsato i voti elettronici nelle elezioni presidenziali del 2020, è la parte più redditizia del gruppo. Il fatto che sia separatamente quotata, valutata 25 miliardi e politicamente in ascesa, perché impegnata a sostenere cause antiambientaliste e di destra in linea con il governo americano, la rendono ancora più appetibile.
Anche Dow Jones, che edita il Wall Street Journal, e Harper Collins, la seconda casa editrice di libri di consumo più grande al mondo (dopo Penguin Random House e prima del gruppo Hachette, ndr) sono rami aziendali di grande interesse.
Meno brillante, invece, la situazione di News Uk. Il Sun dal 2020 ad oggi ha perso 515 milioni di sterline per il calo di vendite di copie cartacee e per il costo elevato del risarcimento delle vittime delle intercettazioni telefoniche, tra cui il principe Harry. Il Times e il Sunday Times registrano buone performance, ma – avverte Enders – le normative antitrust e le regole sulla proprietà straniera costituiscono un ostacolo concreto ad un possibile acquisto.
La politica: l’ago della bilancia del futuro
Nonostante le difficoltà interne, l’impero Murdoch mantiene una forte influenza politica sia negli Stati Uniti, sia in Gran Bretagna e anche in Australia dove controlla più della metà dei giornali nazionali oltre a Sky News. E secondo gli analisti sarà ancora l’orientamento politico che i figli (le due ragazze avute dalla terza moglie Wendi Deng, erediteranno una quota economica anziché di controllo, ndr) e i 13 nipoti del magnate concorreranno a dare alle attività del gruppo che ne decideranno le sorti future.












