Il sindacato dei giornalisti attacca il board per lo stallo sulle nomine, chiamando in causa le ingerenze della politica e invitando i consiglieri a fare un passo indietro
Slitta, probabilmente alla prossima settimana la riunione del Cda Rai. Inizialmente programmato per il 27 febbraio, dopo il primo incontro post Sanremo dello scorso giovedì, l’incontro – secondo le indiscrezioni – avrebbe dovuto avere tra i temi anche le nomine di alcune testate, non solo le tre per ora ad interim – Tg3, Tgr e Rai Sport -, ma anche Rainews, con la nomina triennale del più volte contestato Paolo Petrecca scaduta a novembre, che dovrà essere confermata o riassegnata.
Il tutto mentre resta in campo l’ipotesi della creazione di una direzione di coordinamento dei generi che potrebbe essere affidata a Stefano Coletta.
Ma la mancanza di un accordo ha congelato la seduta, con uno stallo che di fatto ricorda la situazione in Commissione di Vigilanza, da mesi senza un accordo sulla nomina di Simona Agnes alla presidenza del servizio pubblico.
La nota UsigRai
Una analogia questa che è serviata all’UsigRai per attaccare e criticare il board Rai, invitandolo a fare un passo indietro. “La Rai di oggi è la rappresentazione plastica dello stallo politico che diventa stallo aziendale”, ha scritto in una nota il sindacato guidato da Daniele Macheda.
“Dopo la Commissione parlamentare di Vigilanza tenuta in ostaggio da mesi dalla maggioranza di Governo, ora tocca alla Rai”.
“Il Cda viene rimandato perché manca l’accordo politico sulle nomine di tre direzioni di testata che restano, così, ad interim. Un Cda, peraltro, presieduto da un presidente anziano, privo, quindi, della legittimazione di garanzia richiesta dalla legge attraverso il voto favorevole di due terzi della Commissione di vigilanza”.

UsigRai: dall’ad Rossi nessuna risposta
Nella nota, l’UsigRai punta il dito anche sul ricambio del personale giornalistico. “Nel frattempo, decine di colleghi escono dall’azienda con gli esodi incentivati senza che il vertice aziendale si degni di rispondere al sindacato su come intenda procedere alle sostituzioni nelle testate nazionali e come intenda tenere fede agli accordi sindacali firmati meno di 3 anni fa che fissano numeri ben precisi di organico per ogni redazione regionale”.
“L’amministratore delegato in 5 mesi di mandato non ha ancora ritenuto di incontrare il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti Rai”, l’attacco diretto poi rivolto all’ad Giampaolo Rossi. “Così come non ha mai risposto alla convocazione della Commissione di vigilanza”. “Evidentemente perché non ha risposte da dare”.
“Se questo Cda non è in grado di far procedere la Rai, allora faccia un passo indietro”, la conclusione.


















