Commentando i dati preliminari del 2024, l’ad di Mfe rilancia i piani di crescita internazionali della holding. “Siamo il broadcaster che vale di più in Europa”, dice, chiedendo interventi per difendere il mercato da big tech e streamer.
“Siamo pronti alla sfida europea, ma è arrivato il momento di regole più giuste per tutti”. Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi in una serie di dichiarazioni rilasciate a commento dei dati annuali registrati da Mfe – Media for Europe.
Anno in crescita
I dati preliminari delle attività in Italia e Spagna dell’esercizio, ancora senza quelli legati alla partecipazione in ProsiebenSat – che saranno diffusi la prossima settimana – hanno fatto registrare ricavi e utli in crescita, rispettivamente del 5 e del 15% sull’anno precedente. Il tutto – ha marcato la holding – senza aver potuto contare sui grandi eventi sportivi internazionali, come gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Parigi di cui non aveva i diritti sia in Italia che in Spagna, ha fatto rilevare la holding.
“L’utile netto sale a 251 milioni di euro, oltre il 60% in più rispetto alle stime di inizio 2024”, ha spiegato Berlusconi citando qualche dettaglio. “Il risultato operativo adjusted raggiunge i 370 milioni e la generazione di cassa si rafforza con un free cash flow in aumento del 23%. Il nostro indebitamento è ai minimi da dieci anni, un segnale chiaro della solidità del gruppo”.
Mfe in controtendenza in Europa
“Sono risultati ottimi sotto tutti i fronti”, ha rilevato Berlusconi intervistato al Tg5. “Siamo in controtendenza rispetto a tutti i broadcaster e le media company europee. Tutti i broadcaster sono in una fase complicata che registra dei cali di risultato e noi, invece, siamo riusciti a difendere la nostra dimensione e addirittura a crescere”.
“In Italia abbiamo battuto il mercato. La nostra quota raggiunge per la prima volta il 40,9% in un settore iperconcorrenziale (rispetto al 38,3 % del 2019), superando i propri obiettivi con slancio. Un dato che conferma ancora di più l’evoluzione e la crescita del Gruppo”.
“Oggi i mercati ci riconoscono aver attuato un’ottima strategia: chiara e definita. Noi siamo molto crossmediali e stiamo diventando sempre più internazionali”.
“Una piccola notizia: fino a qualche anno fa, stante la dimensione dei mercati in cui operiamo, Italia e Spagna, relativamente piccoli, noi eravamo il broadcaster che valeva di meno in Europa. Non perché andassimo male, ma proprio per un fatto dimensionale. Bene, oggi siamo diventati il broadcaster che vale più di tutti in Europa, tenendo conto anche di quelli tedeschi e francesi. Quindi una bella soddisfazione”.
Il pericolo rappresentato dalle big tech
“Mfe cresce, investe e rafforza la sua leadership in Europa, nonostante una concorrenza che opera senza gli obblighi degli editori tradizionali”, ha spiegato Berlusconi, chiamando in causa le big tech e la necessità di “regole più giuste per tutti”. “L’Europa, il suo appello, deve agire per difendere il proprio mercato e garantire una concorrenza equa”.
“Questo è un punto importante che ci preoccupa”, ha spiegato meglio nell’intervista. “La presenza di queste big tech, di questi giganti, che oggi hanno un enorme potere economico finanziario con poche regole che spesso non seguono, è davvero un qualcosa che rischia di fare male non solo agli editori, ma a tutte le aziende europee e anche italiane”.
“Noi non chiediamo di essere avvantaggiati, ma semplicemente di non essere svantaggiati rispetto a questi giganti”.
“E’ un fenomeno che andrà a toccare gli interessi degli italiani e dei lavoratori. Queste multinazionali hanno un tale potere per cui andranno ad incidere sui livelli occupazionali – occupano pochissimo in Europa – e addirittura anche sui livelli dei salari”.
“Quindi secondo me quella della regolamentazione delle big tech è una questione che va portata anche all’opinione pubblica, interessa tutti noi”.
Parte bene la pubblicità
Guardando in prospettiva, Berlusconi ha ribadito l’intenzione di andare avanti “con determinazione e una visione strategica chiara, continuando a innovare responsabilmente” e “ad assumere giovani”.
“Il nostro sistema crossmediale – con al centro una TV calda e nazionale che connette radio, web e digital out of home – è unico, tra i più avanzati per gli inserzionisti pubblicitari”.
A proposito della raccolta pubblicitaria, Mfe ha registrato una crescita in Italia e Spagna nel 2024 del +4,7%, un dato “al di sopra delle aspettative”. E anche il 2025, ha segnalato Berlusconi è iniziato in crescita “con la raccolta pubblicitaria di gennaio in aumento dell’1% rispetto allo scorso anno”.
“La nostra strategia punta a rafforzare ulteriormente il nostro essere editori in Italia e Spagna, investendo ancora di più in prodotti locali. E in futuro anche in altri paesi europei. Ben sapendo che il domani dei broadcaster passa da una crescita dimensionale indispensabile per poter resistere ai giganti globali”, ha concluso.












