La forza e l’efficacia del search, quella di Youtube e quella del ramo Ads di Google nel suo complesso sono già da tempo potenziate dall’intelligenza artificiale. Che però ora cambia la fruizione e rende ancora più interessante per gli spender il ruolo dei tool pubblicitari di Mountain View. Le tesi del VP Dan Taylor in visita a Milano.
Passaggio dalla sede milanese di via Confalonieri per Dan Taylor, Vice President Global Ads di Google. Taylor ha incontrato la stampa e la squadra italiana di Google nelle stesse ore in cui Piersilvio Berlusconi, ceo MFE, esprimeva su vari media la sua non solo personale scontentezza per un sistema di regole, quello che norma le attività dei giganti tech americani in Europa e in Italia, che in questo momento favorisce questi player e rischia di impoverire, oltre che lo scenario dei media continentale, anche il panorama delle imprese.
Google con AI inside
Taylor – attenendosi al suo ruolo – ha parlato delle grandi prospettive che si aprono dal punto di vista pubblicitario per il gigante di Mountain View nei prossimi mesi.
Grandi miglioramenti delle performance sono attesi e promessi grazie a Gemini ma non solo, con l’AI implementata in una serie di servizi, a partire dal Search e YouTube, ma anche su Lens e altri tool. E anche – nel rispetto della gdpr – sul terreno della profilazione delle audience.
“L’intelligenza artificiale – ha raccontato il manager – è al centro delle attività di Google Ads da oltre un decennio, aiutandoci a portare risultati di business per i nostri clienti”. L’idea è anche quella di rendere più fruibili, accettati e utili i messaggi. “Le funzionalità di AI predittiva – ha esemplificato Taylor – aiutano a proporre l’annuncio giusto alla persona giusta, al momento giusto, mentre le funzionalità di AI generativa aiutano a portare creatività ed efficienza a un livello ancora superiore”.

Le quattro esse
Secondo Taylor, comunque, non si prescinde da quattro attività trasversali nella nuova e più articolata modalità di fruzione di contenuti. Gli spender – ha sintetizzato – oggi devono trovare uno spazio congruo e ingaggiante in un contesto in cui prevalgono Streaming, Scrolling, Searching and Shopping.
“Le persone guardano contenuti in streaming, scrollano, cercano e fanno acquisti. Ecco – ha continuato Taylor – sebbene questi comportamenti non siano nuovi, i consumatori agiscono in modi diversi in virtù delle nuove tecnologie”. Sono possibili, in pratica, incroci di funzioni che rendono ancora più cruciale il ruolo di Google. “Scattare una foto – ha rimarcato il Vp – ora può significare fare una ricerca, ed è possibile fare scrolling di contenuti direttamente sulla TV dal salotto di casa, usando il telecomando. E se si mette in pausa un video di un creator per cerchiare qualcosa sullo sfondo e cercarlo, si sta facendo streaming, scrolling, searching e shopping”.
YouTube va bene
Taylor ha molto puntato, in chiusura di presentazione sulle caratteristiche ‘vincenti’, pubblicitariamente parlando, di YouTube, con un riferimento preciso al mercato italiano.
“Secondo un’indagine condotta da Kantar – ha ricordato – il 71% degli spettatori che in Italia guardano YouTube su una TV connessa (CTV) preferisce guardare YouTube rispetto alla TV lineare”.
Una battuta è stata dedicata alla neo ‘concorrenza’ di TikTok. “Secondo un’indagine condotta da Kantar, in Italia gli utenti scelgono YouTube come la piattaforma preferita per guardare video in formato breve” ha sottolineato il global VP.
Infine ancora un focus sull’intelligenza artificiale. “Sta cambiando in meglio l’esperienza pubblicitaria. E in Google continuiamo a investire affinché i marketer possano creare relazioni sempre più significative con i consumatori e le persone possano creare legami più forti con i brand a cui sono interessati. Secondo uno studio condotto in collaborazione con BCG – ha concluso Taylor – i marketer che hanno integrato gli strumenti di intelligenza artificiale hanno registrato una crescita dei ricavi superiore del 60% rispetto ai loro colleghi”.











