Rai, ancora un nulla di fatto sulle nomine. UsigRai: passo indietro dai vertici

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Slittano ancora le nomine Rai. A 24 ore dalla riunione del board nessun cv è arrivato ai consiglieri. Nulla di fatto anche per le direzioni di Tg3, TgR e Rai Sport, ora affidate a interim.
Il consigliere Natale attacca la maggioranza, Marano invita l’ad a non tentennare

Niente nomine alle testate all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione Rai in programma il 6 marzo. A24 ore dalla riunione – termine ultimo per l’invio – non sono arrivati i curricula dei candidati da parte dell’ad Giampaolo Rossi.

Già ieri sembrava poco probabile che durante l’incontro si potesse procedere a un ampio pacchetto di nomine che coinvolgano testate e generi. Ma le indiscrezioni davano l’ad Rossi al lavoro per mettere fine, almeno ai tre interim di Tg3, TgR e Rai Sport.
E sullo sfondo resta Rai News24, con il mandato – scaduto a novembre – di Paolo Petrecca, ieri sfiduciato dalla redazione.

Natale: maggioranza irresponsabile

Tramite agenzie sono filtrati anche i commenti di alcuni membri del Cda. “L’azienda rimane bloccata perché dentro la maggioranza politica e dentro la maggioranza del Consiglio di amministrazione non si è raggiunto l’accordo sul complesso delle direzioni da assegnare”, ha commentato Roberto Natale, eletto in quota M5s e Avs.
“Così si consegna colpevolmente alla totalità dei dipendenti e all’opinione pubblica l’immagine di una Rai talmente schiava delle note ‘compatibilità politiche’ da rinviare ogni decisione: comprese quelle unanimemente giudicate urgenti per superare le evidenti criticità dell’organizzazione per generi”.
Natale ha parlato dunque di un “comportamento irresponsabile, che sporca il brillante successo di Sanremo zavorrando ancora una volta la Rai con una nuova, evitabilissima dimostrazione di subalternità. Né vale invocare la mancata soluzione del rebus presidenza, il blocco della Vigilanza, lo stallo della discussione sulla riforma della governance”.
“Pur in un contesto così difficile, l’interesse aziendale impone di uscire da questa palude e decidere, praticando una doverosa autonomia. In attesa dell’indispensabile riforma che il Media Freedom Act ci impone, l’azienda non può rischiare di affondare negli interim”, ha chiosato.

Marano: Rossi non tentenni

Si è rivolto invece all’ad Rossi Antonio Marano, consigliere anziano, eletto in quota Rai. “Personalmente sono molto dispiaciuto che non siano arrivate proposte per procedere con le nomine alle direzioni attualmente in interim, cosa che io e la consigliera Simona Agnes richiediamo da tempo”, le sue parole all’Ansa. “Riteniamo che stabilizzare queste direzioni sarebbe stato un primo passo per garantire un’operatività serena all’azienda. Spero che da parte dell’Ad non vi siano ulteriori tentennamenti”.

Usigrai: Rai umiliata dai Partiti

Toni duri quelli scelti dall’UsigRai per commentare l’ennesimo stop alle nomine, con la richiesta al vertice di fare un passo indietro. “L’ennesimo schiaffo dei partiti e della maggioranza alla Rai si consuma in queste ore con l’Amministratore Delegato che deve prendere atto di non avere alcuna agibilità al di fuori dei desiderata della maggioranza e del governo che lo ha nominato”, si legge nella nota rilasciata dal sindacato dei giornalisti guidato da Daniele Macheda.
“Una condizione che è diventata insostenibile per una azienda di oltre diecimila dipendenti che quotidianamente produce informazione, intrattenimento e deve investire in tecnologia e prodotto, per restare al passo con i compiti che le sono affidati dal contratto di servizio”.
“L’unica strada per uscire dal pantano, la conclusione, sono le dimissioni di questo vertice e una nuova legge che sganci definitivamente da governo e maggioranza i vertici del servizio pubblico Radiotelevisivo e multimediale”.