Davide Maria Desario

Periferie e degrado: un confronto tra passato e presente

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Le periferie non sono solo un confine geografico, ma anche un territorio dell’anima. Sono luoghi segnati dal degrado, dall’emarginazione e da un sottile confine tra speranza e rassegnazione. È questo il tema al centro del dibattito che vedrà protagonisti – lunedì 10 alle ore 18 al Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Grassi, via Via Rovello, 2 a Milano- Francesca Nanni, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, Franco Gabrielli, professor of practice alla Bocconi ed ex capo della Polizia, e Davide Desario, direttore dell’Adnkronos, in un incontro moderato dalla giornalista Sabrina Scampini.

L’evento prende spunto dalla nuova edizione di Storie Bastarde, il libro di Desario che racconta la realtà delle periferie romane tra gli anni ’70 e ’80, un’epoca in cui la criminalità e il disagio sociale erano elementi pervasivi della vita quotidiana. Il libro narra ventisette storie vere di ragazzi cresciuti in un quartiere in cui si intrecciano le ombre di Pasolini, la violenza della Banda della Magliana e la presenza inquietante di figure come Barbara Balzerani, primula rossa delle Brigate Rosse.

Ma il racconto di Desario va oltre la periferia romana. Il disagio di allora trova un’eco nelle periferie di oggi: Caivano, Tor Bella Monaca, Quarto Oggiaro, Scampia, Corvetto, Rogoredo, lo Zen di Palermo. Luoghi dove il confine tra legalità e illegalità è ancora labile, dove il degrado urbano si mescola con la mancanza di prospettive per le nuove generazioni.

Il dibattito affronterà il problema della criminalità giovanile, l’abbandono sociale e la trasformazione delle periferie nel tempo. Sullo sfondo, un confronto tra il passato e il presente: ieri, risse tra bande rivali, scippi, furti e violenza; oggi, la fragilità di un tessuto sociale sempre più complesso, tra spaccio, baby gang e dispersione scolastica.

Storie Bastarde è un viaggio nella memoria collettiva, una narrazione che restituisce il sapore crudo di un’epoca e la lingua della strada, malinconica e dura al tempo stesso. Un racconto che ci aiuta a capire non solo chi eravamo, ma anche chi siamo oggi.