Con il nuovo accordo, la Commissione e i partner sociali si impegnano a rafforzare ulteriormente una collaborazione che si è già rivelata fondamentale per il benessere economico e sociale dell’Europa, preparandola per le sfide del futuro.
Ieri la Commissione Europea e i partner sociali di settore hanno firmato un nuovo Patto per il Dialogo Sociale Europeo.
Obiettivo dell’accordo è rafforzare il ruolo di tali partner nel definire le politiche del mercato del lavoro, occupazione e welfare.
Ruolo e misure chiave del nuovo Patto
Il dialogo sociale, pilastro del modello sociale europeo, è essenziale per mantenere la competitività delle imprese, migliorare la produttività, creare posti di lavoro di qualità e garantire la giustizia sociale.
Pertanto il Patto si propone di adattare i mercati del lavoro ai rapidi cambiamenti tecnologici e ambientali, assicurando che la formazione dei lavoratori sia adeguata alle nuove richieste del mercato.
Nel quadro a lungo termine di azioni concrete che la Commissione e i partner sociali (organizzazioni cioè che rappresentano lavoratori e datori di lavoro) attueranno ci sono la nomina di un inviato per il dialogo sociale europeo; la creazione di una “Roadmap per il lavori di qualità”; la consultazione e il coinvolgimento continuo dei partner e lo sviluppo di un meccanismo per ricevere da essi rapporti congiunti.
Contesto e impegni passati
Il lancio del nuovo Patto segue un annuncio fatto a gennaio 2024, durante il Summit dei Partner Sociali di Val Duchesse, dove la Commissione Europea, la Presidenza belga del Consiglio dell’UE e i partner sociali europei avevano firmato una “Dichiarazione Tripartita per un Dialogo Sociale Europeo Fiorente”. Il dialogo sociale è sancito nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (Tfeu) e supportato dal Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.
La reazione di Brunetta, presidente del Cnel
“La Presidente Von der Leyen ha compreso che non è possibile orientare i cambiamenti, affrontare (e non subire) le grandi trasformazioni che stiamo vivendo, in primis quella tecnologica, senza dialogo sociale” ha dichiarato Renato Brunetta, presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
Alla base del nuovo accordo saranno l’aumento dei salari e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori a concorrere nel contrastare il calo produttivo, il calo demografico e migliorare il sistema di welfare.
“Il Cnel, la casa delle parti sociali, è il luogo dove scrivere questo nuovo capitolo nella storia delle relazioni industriali” ha concluso Brunetta.
Foto (Ansa): Renato Brunetta, presidente Cnel











