La vittoria annunciata di ‘Tutta l’Italia’ di Gabry Ponte al San Marino Song Contest è la ciliegina sulla torta del rilancio del concorso per la selezione del rappresentante della repubblica del Titano all’Eurovision, fortemente voluto dal nuovo direttore generale di Rtv San Marino, Roberto Sergio (anche direttore generale corporate della Rai) e che può suonare anche come un importante segnale al comune di Sanremo e alla concorrenza, in un momento in cui la Rai lavora all’ipotesi di un festival alternativo nel caso in cui non dovesse vincere la gara per l’organizzazione del festival della canzone italiana a Sanremo che molto probabilmente s’imporrà dopo la sentenza del Tar della Liguria contro l’affidamento diretto del festival da parte dell’amministrazione comunale alla tv pubblica.
“Questa è la prima edizione del San Marino Song Contest, l’abbiamo organizzata in tempi record, da dicembre. E mi pare sia andata bene. Noi speriamo di farlo crescere ulteriormente e di farlo diventare un grande festival internazionale”, ha detto Roberto Sergio tracciando un primo bilancio dopo la finale interpellato da Adnkronos.
Nulla a che vedere con Sanremo, anche se qualcuno ha scherzato, giocando su un quasi anagramma (‘sanremino’) sul fatto che il concorso di San Marino assomigliasse quest’anno ad un Sanremo in miniatura (dalla sala stampa con quasi 100 giornalisti accreditati alla doppia giuria, ai diversi nomi conosciuti in gara): “Sanremo è un’altra cosa. Qui hanno partecipato artisti di 48 paesi, quindi la vocazione è assolutamente internazionale”, ha sottolineato Sergio. Che poi, incalzato dai giornalisti sull’affaire Sanremo, ha aggiunto: “Noi siamo pronti a ripetere Sanremo l’anno prossimo. Se ci dovessero essere degli ostacoli insormontabili, noi faremo un festival perché la Rai, in quanto membro Ebu, organizzerà il festival che dovrà indicare il rappresentante italiano per l’Eurovision del prossimo anno”. Quello che avete fatto al San Marino Song Contest è anche un modo di dare una prova della capacità Rai in questo senso? “La prova l’avevamo già data con l’Eurovision di Torino, non avevamo bisogno di fare altre prove. Noi siamo in grado ovviamente”, ha rimarcato.
Per poi tornare a tracciare la linea per il futuro del concorso di San Marino: “Ci sono strutture che dovranno valutarlo ma io credo che un evento come la finale di ieri abbia la dignità di poter andare su una rete generalista”, ha aggiunto Sergio, sottolineando come la edizione debacle dello scorso anno (Sergio è dg di Rtv San Marino, partecipata al 50% dalla Rai, da ottobre scorso, ndr.) sia ormai alle spalle: “Il passato, pur partendo da buoni presupposti, nella serata finale non aveva raggiunto i risultati sperati. Da quest’anno credo che si possa ripartire su basi molto diverse”.
E le fondamenta sono proprio nell’internazionalizzazione del concorso, anche secondo il diretto artistico Massimo Bonelli: “Il nostro percorso finora era focalizzato su questa finale e sul fare in modo che fosse una bella serata di ottima musica e che portasse San Marino con un suo rappresentante all’Eurovision con l’obiettivo di fare il miglior piazzamento di sempre di San Marino”, visto che la piccola repubblica finora, in 15 anni, non ha mai superato il 19mo posto. “Quello che abbiamo visto stasera ci racconta di artisti di tutta Europa che hanno una bella musica da proporre e questa può essere la piattaforma dalla quale portarli all’Eurovision. Quindi, secondo me, la chiave del futuro è internazionalizzare il più possibile questo evento. E scollegarlo, per certi versi, dalla musica italiana tout court. Sicuramente ci sarà sempre anche musica italiana, però più riusciamo a rendere internazionale la platea degli artisti che è in gara in questo contest e più seguiamo la vocazione di San Marino Song Contest che è il monte Titano che guarda l’Europa e diventa la piattaforma, il punto da cui la nuova musica europea può arrivare all’Eurovision”, ha concluso.












