ChatGpt tra i più visitati al mondo, ma non è una buona notizia

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Il sito del chatbot di OpenAI continua la sua crescita dietro i soliti giganti social. Utenza per lo più maschile, domande su videogames e accessori tech, non è però una buona strada per approfondire le news. Anzi

Continua la scalata di ChatGpt nel panorama digitale. Il chatbot di OpenAi, da quando è stato lanciato -a novembre 2022 – si sta affermando come uno dei siti più visitati al mondo. Stando ai più recenti numeri degli analisti di Similarweb, la piattaforma è quinta per traffico da computer e settima considerando anche il traffico mobile, con un totale di 3,905 miliardi di visite al mese.
Al primo posto dei siti più visitati c’è Google che precede YouTube, Facebook, Instagram, X e WhatsApp.

La crescita in numeri

Da gennaio 2025 a febbraio 2025, riassume Ansa, l’incremento di ChatGpt è stato dell’1,44% mentre, anno su anno, la crescita è stata del 137%. Di tutto il traffico generato su internet, l’1,86% è indirizzato su ChatGpt.
La composizione dell’audience di ChatGpt è composta per il 54,41% da uomini e per il 45,59% da donne mentre la fascia d’età più numerosa è quella compresa tra i 25 e i 34 anni.

I temi

I temi principali delle richieste riguardano videogiochi e accessori tecnologici. “La principale fonte di traffico per chatgpt.com è quello diretto, che ha generato il 76,37% delle visite desktop il mese scorso” spiegano da Similarweb “il sito ottiene la maggior parte del suo traffico sui social media da Youtube, seguito da WhatsApp e Facebook. Coinvolgere il pubblico tramite Linkedin potrebbe essere la prossima mossa”.

News a rischio ‘allucinazioni’

Le cifre e i dati raccolti hanno spinto i ricercatori a fare delle osservazioni più approfondite sul chatbot. E nel caso delle richieste relative alle notizie, i risultati aprono interrogativi non incoraggianti.
Negli Stati Uniti le principali agenzie, come Reuters, hanno ricevuto un numero limitato di visite provenienti da ChatGpt. Questo, per Similarweb, vuol dire che gli utenti una volta ricevute le informazioni dall’AI si fermano, fidandosi di quanto scritto, senza cliccare sulle fonti proposte alla fine delle risposte. Una tendenza preoccupante se si considerano le ‘allucinazioni’ a cui l’intelligenza artificiale generativa va ancora incontro, ossia risposte errate e fuorvianti.