C’era una volta la Rai. Aneddoti e ricordi di un ‘Forrest Gump’ della televisione

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Mario Maffucci, Andrea Scarpa

Il dietro le quinte della allora giovanissima televisione privata (berlusconiana) lo aveva raccontato ormai quasi 40 anni fa Federico Fellini, rileggendolo poeticamente e spietatamente con Marcello Mastroianni e Giulietta Masina protagonisti del film ‘Ginger e Fred’
Il dietro le quinte del mondo Rai prende invece adesso forma di libro. Sotto specie di intervista, lunga più di 250 pagine: genere molto frequentato ma troppe volte svilito da domande non fatte e risposte vuote.
Non è il caso di Andrea Scarpa, che come intervistatore ha firmato migliaia di pezzi e che in ‘Samurai. Le avventure di un Forrest Gump della tv dietro le quinte del potere’ sceglie di raccontare la televisione pubblica italiana attraverso un dialogo con chi quella tv l’ha fatta per decenni: Mario Maffucci.

RacconteRai

Scarpa ha conosciuto Mario all’Hotel Royal di Sanremo, entrambi – su due fronti: televisivo e giornalistico – impegnati nel festival. Poi, attraverso il figlio Matteo Maffucci, che è ‘la metà’ degli Zero Assoluto, la conoscenza si è approfondita. Ne sono nati lunghi pranzi romani e lunghissime conversazioni.

Maffucci, che è del 1939, della Rai sa tutto: è stato ‘dentro’ dal 1968 al 2000 prima come giornalista, poi conducendo programmi di impegno divulgativo e sociale, infine come autore e dirigente. Nel corso degli anni ha lavorato per produzioni come ‘Fantastico’, il Festival di Sanremo, Pavarotti & Friends. Ha avuto a che fare con Bob Dylan, Adriano Celentano, Andrea Bocelli, Lucio Dalla. Ha gestito i grandi concerti dei Pink Floyd, di Madonna, di Prince.
Scarpa, nato quasi tre decenni dopo e oggi caporedattore al Messaggero di Macro, la sezione di cultura e spettacoli, è stato a Vanity Fair fin dalla sua fondazione, e ha poi ideato il progetto per il web iMilanesi Siamo noi, premiato nel 2015 come miglior sito di storytelling digitale. E in tutti questi anni ha firmato centinaia di interviste.

Pavarotti in pasticcio cinese

Con Maffucci il gioco della memoria è stato subito divertente.
Infiniti gli aneddoti, che si ritrovano in ‘Samurai’. Compreso quello di Nicoletta Mantovani che chiede a Maffucci di accompagnarla dai diplomatici cinesi: se la Cina riconoscerà il Dalai Lama lei convincerà Luciano Pavarotti a cantare per loro (sic!).
La ricostruzione dell’Italia vista da dietro le telecamere televisive riporta alla memoria i silenzi interminabili (con panico sul set) di Adriano Celentano, il Sanremo di Pippo Baudo con la protesta degli operai che vogliono bloccare l’Ariston…

Il “confronto impietoso”


Assieme a personaggi e programmi il libro tesse, con quella televisiva, la storia dell’Italia.
Per arrivare a quello che Scarpa definisce “un confronto impietoso” fra ieri e oggi.
Gli autori di ‘Samurai’ ricordano che l‘articolo 5 dello European Media Freedom Act impone che entro l’inizio di agosto la televisione di Stato si renda concretamente indipendente dal controllo governativo e presenti budget di spesa triennali, così da non essere più alla mercé di vaganti equilibri politici. Ci riuscirà la Rai? Né Scarpa né Maffucci ci credono.

E il ricordo va con nostalgia a quel 1993 dei Professori, che di Tv non sapevano e che fecero fuori il ‘Bagaglino’ ignorando quanto fossero importanti i suoi ricavi pubblicitari. Ma allora c’era un Angelo Guglielmi, indimenticato nume di Rai 3, che si mosse per chiedere la salvezza di Pingitore, e la ottenne. Erano, insomma, tempi in cui – almeno in nome di un’alta profesisonalità e dell’interesse aziendale – le anime potevano convivere. Oggi, non più.
Così si spiega il ‘Samurai’ del titolo, azienda impegnata in un harakiri televisivo senza prospettive di ritorno. Anche per un ‘Forrest Gump’.

‘Samurai. Le avventure di un Forrest Gump della tv dietro le quinte del potere’ viene presentato a Milano venerdì alle 18.30, negli spazi della libreria Ubik di via Monte Rosa 91. Con Mario Maffucci e Andrea Scarpa, interverrà Marco Balestri.