“Siamo in prima linea per garantire un ecosistema digitale sicuro ed equo, affrontando le sfide poste dall’AI nei settori di competenza dell’AGCOM: dalla protezione dei minori alla tutela del diritto d’autore, dallo sviluppo sostenibile dei mercati alla luce del principio pluralistico alla protezione della correttezza e della completezza dell’informazione”.
È quanto ha dichiarato il Presidente di AGCOM, Giacomo Lasorella, in occasione del convegno “Tra tutele e innovazione. L’audiovisivo nella corsa all’Intelligenza Artificiale”, organizzato oggi a Roma dall’Autorità presso lo spazio Esperienza Europa “David Sassoli”, messo a disposizione dal Parlamento europeo. L’evento è stato l’occasione per discutere l’impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale sui processi di produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti audiovisivi.
“Emergono due grandi temi in merito all’innovazione legata all’intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti audiovisivi. Il primo è la protezione del copyright. Bisogna imparare a usare questo strumento e a regolarlo”. “C’è il tema della creazione, del contributo umano e della distribuzione del valore, cioè chi beneficia dei contenuti – ha proseguito -. La grande sfida della regolazione è trovare un equilibrio. Noi in Agcom ci siamo confrontati con editori e piattaforme nel campo dell’informazione, qui il confronto è tra il creatore dei contenuti e chi lo mette a sistema. Occorre salvaguardare la creatività senza negare l’uso di questo strumento straordinario anche dal punto di vista dell’utente. L’IA non è come Napster per la musica, ma si nutre dei contenuti creativi e quindi c’è bisogno di un bilanciamento”. “L’altro tema è la tutela degli utenti, perché questi contenuti posso essere lesivi – ha sottolineato ancora Lasorella -. Occorre anche garantire un level playing field (condizioni di parità, NDR) tra audiovisivi tradizionali e i nuovi soggetti, anche in tema di concorrenza. C’è poi la tutela degli utenti deboli: occorre evitare il paternalismo che è sempre un rischio, ma la tradizione europea si muove nel bilanciamento degli interessi e questa è una dimensione irrinunciabile”. “La regolazione europea in questo settore è un cantiere in movimento, che dà la sensazione che il confine tra cosa fare e non fare sia incerto – ha concluso -. In questo cantiere è però necessario trovare uno strumento per la tutela dei cittadini. Un messaggio che emerge da questo convegno è che Agcom ci tiene ad esserci. Infine, c’è bisogno un grande sforzo di alfabetizzazione digitale: da un primo monitoraggio che abbiamo svolto ci sono tante iniziative, ma spesso non coordinate. Serve, dunque, un grande sforzo per il coordinamento”.
Al convegno hanno partecipato, tra gli altri – oltre al presidente Lasorella e ai commissari AGCOM Laura Aria, Elisa Giomi e Massimiliano Capitanio – il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza, il direttore per le politiche dei media della Commissione europea Giuseppe Abbamonte, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alberto Barachini e Alessio Butti e il sottosegretario al ministero della Cultura Lucia Borgonzoni.
L’evento – articolato in tre panel dedicati a disinformazione e hate speech, tutela del copyright online e pirateria, impatti dei sistemi di AI nella produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi – è stato introdotto da un dibattito sull’AI vista dall’Europa, che ha visto la partecipazione del membro del Parlamento europeo e relatore dell’AI Act, On. Brando Benifei, e del Coordinatore del Comitato Agcom sull’AI, Prof. Andrea Renda.
Per quel che riguarda l’impatto della diffusione dell’AI sull’attività regolamentare di AGCOM, la Commissaria Laura Aria ha sottolineato che “noi tutti siamo coinvolti nella sfida per una regolazione efficace dell’Intelligenza Artificiale, specie in relazione alla tutela dei diritti fondamentali, sia per individuare le criticità e i rischi che l’Intelligenza Artificiale porta con sé, ma soprattutto per coglierne le opportunità di innovazione, crescita e sviluppo sociale ed economico”.
Il Commissario Massimiliano Capitanio ha insistito sulla necessità di cogliere le occasioni offerte dall’applicazione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, purché si posseggano gli strumenti adeguati per valutarne i rischi: “L’avvento comunque positivo dell’Intelligenza Artificiale impone con urgenza – ha dichiarato Capitanio – un’azione di responsabilizzazione per fare in modo che i cittadini possano esserne fruitori attivi e non consumatori passivi. Regole ed educazione civica digitale sono imprescindibili”.
La Commissaria Elisa Giomi, sottolineando l’importanza di fornire una fotografia puntuale dell’attuale utilizzo dell’AI nella catena del valore di questo settore, ha dichiarato: “il rapporto tra le professioni creative e l’Intelligenza Artificiale avrà un ruolo sempre più strategico nella produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi. Siamo davanti ad uno strumento dalle enormi potenzialità che non ridurrà ma accrescerà il controllo editoriale umano migliorando il prodotto finale e ottimizzando l’incontro tra offerta di contenuti e preferenze del pubblico”.
Barachini: l’innovazione va guidata a vantaggio dei cittadini
“Penso spesso all’evoluzione del settore audiovisivo nel mondo dell’intelligenza artificiale con uno sguardo al passato musicale, che è stato impoverito da fenomeni di pirateria. Non sono, però, pessimista, ma penso che l’innovazione vada guidata e bisogna renderla positiva per i cittadini”. Ha detto il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini. “Ci sono casi che devono far comprendere che la titolarità dei diritti debba restare in mano agli autori”, ha sottolineato Barachini, precisando che mancano ancora le tutele. “Serve andare velocemente – ha proseguito -, perché non sappiamo dove va l’innovazione, nella consapevolezza che modificare un’immagine o la realtà consuma la fiducia dei cittadini, che è fondamentale per i processi democratici”. “Non tutti gli effetti speciali producono grandi film – ha detto ancora Barachini -. Serve un equilibrio, che normativamente è molto complesso da trovare. Noi stiamo cercando di contribuire al ddl in discussione al Senato che prevede la tutela del copyright, la riconoscibilità dei prodotti creati con l’IA e il reato di deep fake”. “La reputazione – ha proseguito – è al centro delle nostre vite e produrre un’immagine distorta di un personaggio famoso riduce la sua reputazione. Non stiamo parlando di un fenomeno ludico ma di un potente strumento che può essere usato in molti modi. Occorre uno sguardo più consapevole per evitare di produrre effetti negativi”.
Butti: servono regole per l’IA e confronto tra governi
“Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale pone un problema di tutela della proprietà intellettuale e dei lavoratori”. Ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Alessio Butti. “C’è un’abbondanza di piattaforme digitali e la maggior parte di queste è impostata per profilare i contenuti, con algoritmi sofisticati e opachi – ha aggiunto -. Nessuna innovazione è pericolosa di per sè, sono pericolosi gli usi che se ne fanno, perché avvengono in contesti non regolamentati. Serve quindi un perimetro di regole, un sforzo sullo sviluppo delle competenze, un confronto serrato tra i governi e occasioni di confronto e riflessione come questa”
Borgonzoni: servono regole sull’AI specifiche per la cultura
“L’intelligenza artificiale va divisa su due binari: c’è quella che usiamo per la medicina, per le macchine, per la tecnologia in generale che è indispensabile e che deve avere regole diverse da quelle per la cultura, che porta in sé il diritto di autore e una creatività che è in movimento e va tutelata perché è l’unica cosa che ci distingue dalla macchina”. Ha detto la sottosegretaria al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni. “Va tutelata l’immagine, la voce, gli scritti dei nostri artisti – ha proseguito -. Per questo abbiamo introdotto alcuni paletti che anche i sindacati in America hanno portato a casa. Nessuno ce l’ha con l’intelligenza artificiale che è un grandissimo strumento, che l’uomo però deve imparare a gestire e utilizzare al meglio affinché non tolga qualcosa all’uomo. Quindi occorre indicare cosa è prodotto dall’Ia e abbiamo deciso che i fondi dati sopra la linea devono essere dati non solo a fattura fisica, ma a persona fisica. Vorrei che non ci fossero regole perché è un mondo che va veloce, ma credo piuttosto nell’autoregolamentazione. Quando gli artisti sottolineano alcune criticità, il governo ha il dovere però di trovare una soluzione”.
Foto © Massimo Sestini












